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La Certificazione Unica (CU): cos’e’, scadenze 2026 e come si legge

La Certificazione Unica, nota come CU, e’ il documento con cui il sostituto d’imposta certifica i redditi corrisposti nell’anno e le ritenute operate. La ricevono ogni anno milioni di lavoratori dipendenti, pensionati e lavoratori autonomi, spesso senza sapere esattamente a cosa serva. Eppure la CU e’ la chiave di volta della dichiarazione dei redditi: alimenta la precompilata, consente il controllo delle ritenute subite e certifica i dati previdenziali. Conoscerne struttura, scadenze e utilizzo evita errori in dichiarazione e ritardi nei rimborsi.

Questa guida spiega che cos’e’ la CU, chi e’ tenuto a rilasciarla, quali sono le scadenze aggiornate al 2026, come si legge nelle sue parti principali e come si collega al 730 e al modello Redditi.

Che cos’e’ la Certificazione Unica

La CU e’ la certificazione, prevista dalla normativa sui sostituti d’imposta, con cui chi eroga determinati redditi attesta al percipiente e all’Agenzia delle Entrate gli importi corrisposti nell’anno solare e le ritenute operate a titolo di acconto o d’imposta. Il nome "unica" deriva dal fatto che il modello riunisce in un solo documento la certificazione dei redditi di lavoro dipendente e assimilati, dei redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi e di alcune altre tipologie reddituali, insieme ai relativi dati previdenziali e assistenziali. La CU svolge quindi una doppia funzione: e’ una certificazione verso il percipiente, che la usa per la propria dichiarazione, ed e’ una comunicazione verso il Fisco, che la utilizza per i controlli e per predisporre la dichiarazione precompilata.

Chi deve rilasciarla

Sono tenuti a rilasciare la CU i sostituti d’imposta: datori di lavoro, enti pensionistici, committenti che corrispondono compensi di lavoro autonomo o provvigioni, e in generale tutti i soggetti che erogano somme assoggettate a ritenuta. Un’impresa che ha dipendenti, ad esempio, deve emettere la CU per ciascun lavoratore; un committente che si e’ avvalso di un professionista con ritenuta d’acconto deve certificare i compensi erogati e la ritenuta operata. La corretta emissione delle CU e’ uno degli adempimenti di fine anno piu’ delicati per chi gestisce il personale, perche’ da essa dipendono gli obblighi dichiarativi dei percipienti; per questo spesso viene affidata, insieme ai cedolini, a un servizio di elaborazione e gestione paghe e contributi.

Le scadenze aggiornate al 2026

Il calendario della CU prevede piu’ termini. La consegna al percipiente deve avvenire entro il 16 marzo 2026, termine che vale in tutti i casi, compresi i lavoratori autonomi. La trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate delle certificazioni relative a redditi di lavoro dipendente e pensioni e’ fissata anch’essa al 16 marzo 2026. Per le certificazioni relative a redditi di lavoro autonomo professionale, provvigioni e redditi assimilati, il termine di invio e’ il 30 aprile 2026 (spostato rispetto al precedente 31 marzo a seguito delle modifiche della riforma fiscale). Infine, per le certificazioni che contengono esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili con la precompilata, la trasmissione puo’ avvenire entro il termine di presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta, individuato al 31 ottobre 2026, che slitta al 2 novembre 2026 cadendo il 31 ottobre di sabato. Il rispetto di questi termini e’ essenziale: la tardiva o omessa trasmissione e’ sanzionata, e un invio in ritardo rischia di non far confluire i dati nella precompilata.

Come si legge la CU

La Certificazione Unica si compone di una parte di dati anagrafici del sostituto e del percipiente e di sezioni dedicate alle diverse tipologie di reddito. Nella sezione del lavoro dipendente e assimilati si trovano i redditi complessivi, le ritenute IRPEF operate, le addizionali regionale e comunale, i dati dei conguagli, le detrazioni riconosciute e gli eventuali importi di trattamenti come il trattamento integrativo. Nella sezione del lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi sono indicati i compensi lordi, le ritenute d’acconto e l’eventuale contributo previdenziale. Una parte rilevante e’ dedicata ai dati previdenziali (contributi INPS versati e imponibili), utili per la ricostruzione della posizione contributiva. Leggere correttamente la CU significa saper collegare ciascun importo alla relativa casella: e’ da qui che si verifica, ad esempio, se le ritenute subite sono coerenti con quanto poi riportato in dichiarazione.

Il collegamento con 730 e modello Redditi

La CU e’ il presupposto della dichiarazione dei redditi. I suoi dati confluiscono nella dichiarazione precompilata che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione, e sono la base per compilare il modello 730 o il modello Redditi Persone Fisiche. Chi presenta la dichiarazione deve verificare che i redditi e le ritenute certificati nella CU corrispondano a quanto riportato: le ritenute gia’ subite si scomputano dall’imposta dovuta e, quando risultano superiori, danno diritto a un rimborso. Un disallineamento tra CU e dichiarazione e’ una delle cause piu’ frequenti di controllo automatizzato e di sospensione dei rimborsi. Gli aspetti dichiarativi sono approfonditi nella guida sul modello 730 e in quella su come si fa la dichiarazione dei redditi.

Cosa fare se la CU non arriva o contiene errori

Se la Certificazione Unica non viene consegnata nei termini, il percipiente ha diritto a sollecitarla al sostituto, che e’ obbligato a rilasciarla. In mancanza, il contribuente puo’ comunque dichiarare i redditi sulla base della documentazione in suo possesso (buste paga, fatture, estratti dei pagamenti), ma e’ bene documentare la richiesta. Se la CU contiene errori - importi non corretti, ritenute mancanti, dati anagrafici errati -, va chiesta al sostituto l’emissione di una certificazione rettificata, perche’ sara’ la versione corretta a dover essere utilizzata in dichiarazione e a confluire nei sistemi dell’Agenzia. Intervenire prima della presentazione della dichiarazione evita di dover gestire successivamente dichiarazioni integrative e comunicazioni di irregolarita’.

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