Quando l'azienda assegna al dipendente un'auto in uso promiscuo – utilizzabile cioè anche per fini privati – nasce un fringe benefit, un compenso in natura che va tassato in busta paga. Il metodo di calcolo è cambiato in modo rilevante negli ultimi anni, con un nuovo criterio legato al tipo di alimentazione del veicolo. Questa guida spiega come si calcola oggi, con esempi, e quali sono le regole transitorie da tenere a mente.
Il fringe benefit dell'auto non si basa sul costo reale del veicolo, ma su un valore convenzionale determinato con le tabelle ACI, aggiornate ogni anno. La formula è: costo chilometrico ACI × 15.000 km × percentuale. I 15.000 km sono una percorrenza convenzionale annua, indipendente da quella effettiva; dal valore così ottenuto si sottraggono le eventuali somme trattenute al dipendente.
Per i veicoli di nuova immatricolazione e assegnazione secondo il regime più recente, la percentuale dipende dalla trazione: 10% per le auto elettriche (BEV), 20% per le ibride plug-in (PHEV), 50% per tutti gli altri veicoli (benzina, diesel, GPL, metano, mild e full hybrid non ricaricabili). La logica è dichiaratamente incentivante verso le motorizzazioni a basse emissioni.
Ipotizziamo un costo chilometrico ACI di 0,60 euro/km. Il valore annuo del fringe benefit sarà: per un'auto elettrica, 0,60 × 15.000 × 10% = 900 euro; per una plug-in, 0,60 × 15.000 × 20% = 1.800 euro; per un'auto a benzina o diesel, 0,60 × 15.000 × 50% = 4.500 euro l'anno. La differenza tra le motorizzazioni, a parità di veicolo, è evidente.
Per i veicoli assegnati secondo il regime precedente – in particolare quelli concessi fino al 31 dicembre 2024 e quelli ordinati entro quella data e concessi nel 2025 – continua ad applicarsi il criterio legato alle emissioni di CO2, con percentuali del 25% (fino a 60 g/km), 30% (61–160), 50% (161–190) e 60% (oltre 190). Individuare il regime corretto dipende quindi dalla data di immatricolazione e di assegnazione del veicolo.
Il quadro 2026 ha introdotto, per alcune fattispecie, maggiorazioni del valore (ad esempio per i veicoli più datati rispetto alla prima immatricolazione e per taluni optional non valorizzati nelle tabelle): trattandosi di regole di dettaglio e in evoluzione, è opportuno verificarne l'applicazione caso per caso. Va infine ricordata la soglia di esenzione dei fringe benefit, pari per questi anni a 1.000 euro annui, elevata a 2.000 euro per i lavoratori con figli fiscalmente a carico: attenzione, è una soglia e non una franchigia, perché al suo superamento diventa imponibile l'intero importo. Per orientarti nella scelta tra auto aziendale e rimborso puoi leggere la guida Auto aziendale o rimborso chilometrico, e per la gestione in busta paga il nostro servizio di elaborazione e gestione paghe.
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