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Cosa Succede se Muore un Socio: Società di Persone e SRL a Confronto

In questa guida
  1. Il principio di partenza: due logiche diverse
  2. Società semplice e SNC: le tre strade dell'art. 2284 c.c.
  3. SAS: accomandatari e accomandanti
  4. SRL: la quota passa agli eredi
  5. E se il socio era anche l'amministratore?
  6. Gli aspetti fiscali
  7. Cosa fare subito: una checklist
  8. Domande frequenti

Quando muore un socio, alla famiglia restano il dolore e una lunga lista di pratiche. Agli altri soci resta una domanda molto concreta: e adesso, con chi andiamo avanti? Gli eredi entrano in società? Bisogna pagare loro la quota? E chi firma, se il socio era anche l'amministratore?

La risposta cambia molto a seconda che si tratti di una società di persone (società semplice, SNC, SAS) o di una SRL, e dipende soprattutto da quello che c'è scritto nei patti sociali o nello statuto. In questa guida vediamo cosa prevede il codice civile, cosa possono fare eredi e soci superstiti e quali adempimenti fiscali scattano.

Il principio di partenza: due logiche diverse

Nelle società di persone conta chi sono i soci. Si sceglie di lavorare con una persona precisa, e per questo la legge non obbliga i soci superstiti ad accogliere gli eredi. Nella SRL conta di più il capitale: la quota è un bene che, di regola, passa agli eredi come qualsiasi altro bene.

  Società di persone (SS, SNC) SRL
Regola di legge I soci superstiti liquidano la quota agli eredi La quota passa agli eredi
Gli eredi diventano soci? Solo se lo prevedono i patti o se tutti sono d'accordo Sì, salvo limiti dello statuto
Ruolo dello statuto Può prevedere la continuazione con gli eredi Può limitare il trasferimento, con diritto di recesso per gli eredi
Termine da ricordare Liquidazione entro 6 mesi Iscrizione del trasferimento nel Registro delle imprese

Società semplice e SNC: le tre strade dell'art. 2284 c.c.

Se il contratto sociale non dice nulla, alla morte di un socio i soci superstiti hanno tre possibilità:

  1. Liquidare la quota agli eredi: è la regola di base. La società prosegue con i soci rimasti e gli eredi ricevono il valore della quota in denaro.
  2. Sciogliere la società: i soci superstiti possono decidere di non andare avanti. In questo caso si apre la liquidazione della società e gli eredi partecipano alla ripartizione finale.
  3. Continuare con gli eredi: è possibile solo se gli eredi sono d'accordo. Nessuno può essere costretto a diventare socio, con la responsabilità illimitata che questo comporta.

La quota va liquidata entro sei mesi dalla morte (art. 2289 c.c.). Il valore si calcola sulla situazione patrimoniale della società al giorno della morte, tenendo conto anche degli affari in corso.

Le clausole di continuazione

Il contratto sociale può regolare in anticipo cosa succede. Le clausole più diffuse sono di due tipi:

  • Clausola di continuazione obbligatoria: i soci superstiti si impegnano a proseguire con gli eredi. Gli eredi però restano liberi di non entrare: in quel caso hanno diritto alla liquidazione.
  • Clausola di continuazione facoltativa: gli eredi hanno il diritto di scegliere se entrare in società o farsi liquidare.

Sono clausole che si scrivono in pochi minuti al momento della costituzione, ma possono evitare mesi di trattative tra famiglie nel momento peggiore.

Se resta un solo socio

Nelle società di persone con due soci, la morte di uno lascia la società con un unico socio. La legge concede sei mesi per ricostituire la pluralità dei soci, ad esempio facendo entrare un erede o un nuovo socio. Trascorso questo termine senza intervenire, la società si scioglie (art. 2272 c.c.).

SAS: accomandatari e accomandanti

Nella società in accomandita semplice conta il tipo di socio:

  • alla morte di un socio accomandante (quello che ha investito ma non amministra), la quota si trasmette agli eredi, salvo diversa previsione dell'atto costitutivo (art. 2322 c.c.);
  • alla morte di un socio accomandatario (quello che amministra e risponde illimitatamente) si applicano le regole della SNC viste sopra.

Se viene a mancare l'unico accomandatario, entro sei mesi va nominato un nuovo accomandatario, altrimenti la società si scioglie (art. 2323 c.c.). Nel frattempo gli accomandanti possono nominare un amministratore provvisorio per gli atti di ordinaria amministrazione.

SRL: la quota passa agli eredi

Nella SRL le quote si trasferiscono liberamente anche per successione (art. 2469 c.c.). Gli eredi diventano quindi soci, salvo che lo statuto disponga diversamente.

Cosa può prevedere lo statuto

Lo statuto può limitare l'ingresso degli eredi, ad esempio con una clausola di gradimento o con una clausola che rende le quote intrasferibili per causa di morte, prevedendo in cambio la liquidazione. Quando il trasferimento è vietato o subordinato a un gradimento senza condizioni, gli eredi hanno il diritto di recesso e possono chiedere il rimborso della quota. Per approfondire, leggi la guida sulle clausole di circolazione delle quote.

Più eredi, una sola quota

Se gli eredi sono più di uno, finché non si divide l'eredità la quota appartiene a tutti in comproprietà. I diritti di socio, come il voto in assemblea, vanno esercitati da un rappresentante comune (art. 2468 c.c.). È un passaggio spesso trascurato: senza rappresentante comune la società non sa con chi parlare e le assemblee si bloccano.

L'iscrizione nel Registro delle imprese

Il trasferimento della quota per successione va iscritto nel Registro delle imprese. L'iscrizione è fatta su richiesta dell'erede, presentando la documentazione che dimostra la successione (art. 2470 c.c.). Fino ad allora, nei confronti della società, gli eredi non possono esercitare pienamente i diritti di socio.

E se il socio era anche l'amministratore?

È il caso più delicato, perché spesso nelle piccole società il socio che muore è anche l'amministratore unico. Con la sua morte la società resta senza nessuno che possa firmare, pagare i fornitori o presentare le dichiarazioni.

  • Nella SRL va convocata al più presto l'assemblea dei soci per nominare un nuovo amministratore. Se non c'è nessuno legittimato a convocarla, i soci possono riunirsi in assemblea totalitaria o chiedere l'intervento del tribunale.
  • Nella SNC, se l'atto non dice nulla, l'amministrazione spetta a ciascun socio superstite.

Nel frattempo le scadenze fiscali corrono. Per questo conviene prevedere già nello statuto un amministratore supplente o un consiglio di amministrazione. Vedi anche la guida sui sistemi di amministrazione della SRL.

Gli aspetti fiscali

La dichiarazione di successione

La quota societaria fa parte dell'eredità e va indicata nella dichiarazione di successione, da presentare entro 12 mesi dalla data della morte. Il valore si determina in modo diverso a seconda del tipo di società, generalmente sulla base del patrimonio netto risultante dall'ultimo bilancio o inventario.

L'esenzione per il passaggio generazionale

La legge prevede un'esenzione dall'imposta di successione per le quote sociali trasferite a discendenti e coniuge, a condizione che proseguano l'attività o mantengano la partecipazione per almeno cinque anni. Per le società di capitali l'esenzione spetta solo se gli eredi acquisiscono o integrano il controllo della società. Per le società che si limitano a gestire immobili l'applicazione va verificata caso per caso.

Le somme ricevute dagli eredi

Se gli eredi vengono liquidati, le somme ricevute possono essere tassate per la parte che supera il valore fiscale della quota. Il trattamento cambia tra società di persone e SRL e va calcolato sul caso concreto, prima di firmare l'accordo di liquidazione.

Cosa fare subito: una checklist

  1. Recuperare l'atto costitutivo, i patti sociali o lo statuto aggiornato e leggere le clausole sulla morte del socio.
  2. Se il socio era amministratore, nominare subito un nuovo amministratore.
  3. Nella SRL, se gli eredi sono più di uno, nominare il rappresentante comune.
  4. Nelle società di persone, decidere entro sei mesi tra liquidazione, scioglimento o continuazione con gli eredi.
  5. Presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi, valutando l'esenzione per il passaggio generazionale.

Lo Studio segue la dichiarazione di successione telematica e le pratiche camerali legate al passaggio delle quote.

Domande frequenti

Gli eredi rispondono dei debiti della società?

Nelle società di persone gli eredi che non entrano in società non diventano soci e non assumono la responsabilità illimitata per i debiti futuri. Possono però rispondere, nei limiti dell'eredità accettata, dei debiti per i quali il defunto era già responsabile come socio. Nella SRL i soci, e quindi anche gli eredi, rispondono solo nei limiti della quota.

Un erede minorenne può diventare socio?

Nella SRL sì, tramite chi esercita la responsabilità genitoriale e con le autorizzazioni del giudice quando sono necessarie. Nelle società di persone l'ingresso di un minore come socio a responsabilità illimitata richiede particolari cautele e va valutato con il notaio.

Si può decidere tutto prima, quando i soci sono in vita?

Sì, ed è la scelta migliore. Le clausole di continuazione o di liquidazione, una polizza assicurativa a copertura del valore delle quote, o un patto di famiglia permettono di evitare liti e di non mettere in difficoltà né l'azienda né gli eredi.

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