La proroga del contratto a tempo determinato è l'atto con cui datore e lavoratore spostano in avanti la scadenza di un contratto a termine ancora in corso. Non va confusa con il rinnovo, che è un nuovo contratto stipulato dopo la scadenza del precedente: la proroga allunga lo stesso contratto senza interruzioni. La disciplina è nell'art. 21 del D.Lgs. 81/2015.
La proroga richiede il consenso del lavoratore e deve riguardare la stessa attività lavorativa del contratto originario. Deve essere concordata prima della scadenza: se il rapporto prosegue di fatto oltre il termine senza proroga scritta, scattano maggiorazioni retributive e, superati trenta giorni per i contratti fino a sei mesi o cinquanta giorni per quelli più lunghi, la trasformazione a tempo indeterminato. Sono ammesse al massimo quattro proroghe nell'arco di ventiquattro mesi, a prescindere dal numero dei contratti; alla quinta il contratto si trasforma a tempo indeterminato dalla data di decorrenza della proroga.
Nei primi dodici mesi complessivi di rapporto la proroga è libera. Se con la proroga la durata totale supera i dodici mesi, serve una delle causali ammesse dalla legge: quelle previste dai contratti collettivi, la sostituzione di altri lavoratori e, nei periodi in cui è consentita, le esigenze tecniche, organizzative o produttive individuate dalle parti. La causale va scritta in modo specifico, perché in caso di contenzioso è il datore a doverne provare l'esistenza. Il modello prevede due versioni, con e senza causale.
La proroga va comunicata al Centro per l'Impiego con il modello UNILAV entro cinque giorni dalla data in cui ha effetto. Il lavoratore va informato per iscritto della nuova scadenza; se cambiano altre condizioni, anche quelle vanno comunicate. La proroga, a differenza del rinnovo, non fa aumentare il contributo addizionale previsto per i contratti a termine.
Se il contratto è già scaduto, non si può più prorogare: si può solo rinnovare, rispettando l'intervallo minimo tra un contratto e l'altro di dieci giorni (contratti fino a sei mesi) o venti giorni (contratti più lunghi), e il rinnovo oltre i dodici mesi richiede sempre una causale. Se l'azienda intende tenere il lavoratore in modo stabile, la trasformazione a tempo indeterminato è spesso più conveniente: consente di recuperare parte del contributo addizionale e, in alcuni casi, di accedere a esoneri contributivi.
Indica gli estremi del contratto originario e delle eventuali proroghe precedenti, la nuova data di scadenza, la causale se necessaria e la conferma che mansioni, livello, retribuzione e orario restano invariati. Il documento va firmato da entrambe le parti prima della scadenza, conservando la prova della data, ad esempio tramite PEC o firma digitale.
Sì. Per le attività stagionali la legge prevede regole più flessibili su durata, intervalli e causali: verifica il CCNL applicato.
No: la proroga deve riguardare la stessa attività. Un cambio di mansione richiede un nuovo contratto o una valutazione specifica.
Contano tutte quelle effettuate nei 24 mesi con lo stesso lavoratore, anche su contratti diversi.
Rileggi le regole di base nella lettera di assunzione a tempo determinato. Se vuoi stabilizzare il rapporto, usa la lettera di assunzione a tempo indeterminato. Il calcolatore del costo aziendale aiuta a confrontare le opzioni; la guida Contratto a tempo determinato spiega proroghe e conversioni nel dettaglio.
Scheda a cura del Dott. Giorgio Taglione, Dottore Commercialista iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Cassino (n. 658, sez. A). Aggiornata a ottobre 2026. Il modello è uno schema di partenza da adattare al caso concreto: non sostituisce una consulenza sulla situazione specifica.
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