Quando un contratto di locazione registrato finisce prima della scadenza, per recesso dell'inquilino, accordo tra le parti o risoluzione per inadempimento, la risoluzione va comunicata all'Agenzia delle Entrate con il modello RLI. La comunicazione chiude la posizione: senza di essa, l'Agenzia continua a considerare il contratto in essere e può richiedere le imposte delle annualità successive, oltre a imputare il canone nella dichiarazione precompilata del locatore.
La risoluzione va comunicata entro trenta giorni dall'evento. In regime ordinario si paga l'imposta di registro in misura fissa di 67 euro, divisa tra le parti. Con la cedolare secca la risoluzione è esente da registro e bollo. Se il contratto prevedeva il pagamento dell'imposta di registro per l'intera durata in un'unica soluzione, con la risoluzione anticipata si può chiedere il rimborso dell'imposta pagata per le annualità successive a quella in corso.
Il recesso dell'inquilino per gravi motivi o per facoltà contrattuale produce effetti al termine del preavviso: la comunicazione si fa entro trenta giorni da quella data. La risoluzione consensuale è un accordo tra le parti che fissa la data di cessazione: conviene metterla per iscritto. In caso di sfratto, la data da indicare è quella del rilascio effettivo o quella fissata dal provvedimento del giudice. La scadenza naturale del contratto, senza rinnovo, non è propriamente una risoluzione anticipata, ma va comunque comunicata per chiudere la posizione.
Se l'inquilino lascia l'immobile senza pagare, il locatore deve comunque fare attenzione alla tassazione dei canoni. Per i contratti abitativi, i canoni non percepiti non concorrono al reddito se il locatore ha avviato la procedura prevista dalla legge, con l'ingiunzione di pagamento o l'intimazione di sfratto per morosità. Comunicare tempestivamente la risoluzione evita che il canone delle annualità successive venga tassato.
Codice identificativo o estremi di registrazione del contratto, data della risoluzione, regime fiscale (ordinario o cedolare), dati del richiedente e IBAN per l'addebito dell'imposta.
Il più comune è non comunicare nulla, pensando che la consegna delle chiavi basti. Un altro è indicare la data di invio della lettera di recesso invece di quella di effettiva cessazione. Infine, se l'inquilino esce e ne entra subito un altro, si tratta di un nuovo contratto da registrare, non di un subentro.
Una qualsiasi delle parti, ma entrambe sono responsabili in solido dell'imposta.
Conviene comunicare ora la cessazione, con l'eventuale ravvedimento, per chiudere la posizione.
No, i contratti fino a trenta giorni non registrati non richiedono comunicazioni.
Il modello completo è nella pagina del modello RLI. Per la lettera di recesso ci sono la disdetta dell'inquilino e quella del proprietario. Puoi affidare la pratica al servizio di risoluzione del contratto.
Scheda a cura del Dott. Giorgio Taglione, Dottore Commercialista iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Cassino (n. 658, sez. A). Aggiornata a ottobre 2026. Il modello è uno schema di partenza da adattare al caso concreto: non sostituisce una consulenza sulla situazione specifica.
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