ISEE 2026: come si calcola, cosa include e quando conviene presentarlo

L'ISEE — Indicatore della Situazione Economica Equivalente — è il parametro con cui lo Stato misura la capacità economica di un nucleo familiare per l'accesso a prestazioni agevolate. Rette degli asili nido, tasse universitarie ridotte, bonus INPS, agevolazioni sulle utenze, mutui a tasso agevolato: quasi tutto ciò che lo Stato eroga in forma selettiva è condizionato all'ISEE. Molte famiglie perdono agevolazioni significative perché non presentano l'ISEE o lo calcolano in modo impreciso. Questa guida spiega come funziona, cosa include e quando conviene davvero presentarlo.

Cos'è l'ISEE e a cosa serve

L'ISEE è disciplinato dal DPCM 5 dicembre 2013, n. 159 e dai suoi aggiornamenti successivi. Non è un'imposta né una dichiarazione fiscale: è uno strumento di misurazione della situazione economica che consente alle istituzioni — INPS, università, Comuni, gestori di servizi pubblici — di graduare l'accesso a prestazioni agevolate in base alla capacità economica effettiva del nucleo familiare richiedente.

L'ISEE si ricava dalla Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), un documento che il nucleo familiare presenta all'INPS (direttamente online, tramite CAF o tramite il patronato). La DSU viene elaborata dall'INPS che, incrociando i dati dichiarati con quelli in proprio possesso (Agenzia delle Entrate, catasto, anagrafe tributaria), calcola l'ISEE e lo mette a disposizione del richiedente e degli enti che ne fanno uso.

Come si calcola: la formula ISE, ISP e ISEE

Il calcolo dell'ISEE si articola in tre passaggi:

ISE (Indicatore della Situazione Economica): è la somma del reddito del nucleo familiare e del 20% del patrimonio (mobiliare e immobiliare) dello stesso nucleo. In formula: ISE = Reddito + (20% × Patrimonio).

ISP (Indicatore della Situazione Patrimoniale): è il solo patrimonio del nucleo familiare (non viene usato autonomamente nel calcolo ISEE ordinario, ma rileva per alcune categorie di prestazioni).

ISEE: si ottiene dividendo l'ISE per il parametro della scala di equivalenza, un coefficiente che dipende dalla composizione del nucleo familiare e che tiene conto delle economie di scala della convivenza. Più persone compongono il nucleo, maggiore è il parametro e minore risulta l'ISEE — a parità di reddito e patrimonio, una famiglia numerosa ha un ISEE inferiore a una coppia senza figli.

Composizione del nucleo Parametro scala di equivalenza
1 persona 1,00
2 persone 1,57
3 persone 2,04
4 persone 2,46
5 persone 2,85
Ogni persona aggiuntiva + 0,35

Il parametro può essere maggiorato in presenza di componenti con disabilità (da +0,5 a +1,0 a seconda della gravità), di figli minori di tre anni in nuclei con tre o più figli (+0,2 per ciascuno), e di altri componenti in condizioni specifiche. Queste maggiorazioni riducono l'ISEE risultante e aumentano quindi l'accesso alle agevolazioni.

Il nucleo familiare ISEE: chi è incluso

Il nucleo familiare ISEE non coincide necessariamente con la famiglia anagrafica. La regola generale è che fanno parte del nucleo familiare le persone legate da rapporto coniugale, unione civile o convivenza di fatto, e i figli presenti nel nucleo. Tuttavia esistono regole specifiche:

  • I coniugi separati legalmente o divorziati non fanno parte dello stesso nucleo, anche se convivono ancora nello stesso appartamento per ragioni pratiche (la residenza nella stessa abitazione non determina automaticamente il nucleo unico se c'è separazione legale);
  • I figli maggiorenni non conviventi con i genitori formano un nucleo autonomo, salvo eccezioni (studenti universitari fuori sede, soggetti non autosufficienti);
  • Il figlio convivente con i genitori ma coniugato forma un nucleo separato con il proprio coniuge;
  • I conviventi di fatto (anche non coniugati) sono inclusi nello stesso nucleo se risultano dalla stessa dichiarazione anagrafica di convivenza.

La composizione del nucleo è quella risultante dall'anagrafe al 1° gennaio dell'anno in cui si presenta la DSU (o alla data di presentazione, per le DSU precompilate online che recepiscono i dati aggiornati). Modifiche successive — nascita di un figlio, matrimonio, separazione — possono richiedere la presentazione di una nuova DSU aggiornata.

I redditi che rientrano nell'ISEE

Il reddito ISEE si riferisce all'anno precedente all'anno in cui si presenta la DSU. Una DSU presentata nel 2026 incorpora i redditi del 2024. Rientrano nel calcolo:

  • Redditi da lavoro dipendente e pensione;
  • Redditi da lavoro autonomo e d'impresa (al lordo dei contributi previdenziali dedotti);
  • Redditi fondiari (terreni e fabbricati, compresi quelli in cedolare secca);
  • Assegni periodici percepiti dall'ex coniuge;
  • Redditi esenti da imposta (come le borse di studio, alcune indennità);
  • Redditi soggetti a imposta sostitutiva, compresi i redditi dei forfettari (che non figurano nella dichiarazione IRPEF ma devono essere indicati nella DSU).

I trasferimenti pubblici come il Reddito di Cittadinanza (ora Assegno di Inclusione), la NASPI, la cassa integrazione e alcune indennità INPS non rientrano nel reddito ISEE. L'Assegno Unico Universale per i figli non è incluso nell'ISEE.

Il patrimonio mobiliare e immobiliare

Il patrimonio concorre all'ISEE per il 20% del suo valore. Si distingue in patrimonio mobiliare e immobiliare.

Patrimonio immobiliare: include tutti gli immobili (abitazione principale, seconde case, terreni) di proprietà dei componenti del nucleo. Il valore degli immobili si assume pari al valore IMU (rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per i coefficienti catastali). Per la prima casa si applica una franchigia di 52.500 euro (aumentata di 2.500 euro per ogni figlio convivente oltre il secondo). La parte eccedente la franchigia concorre al patrimonio ISEE.

Patrimonio mobiliare: include i saldi di conti correnti, depositi bancari e postali, titoli, quote di fondi, azioni, obbligazioni, e le criptovalute. Il valore si riferisce al 31 dicembre dell'anno di riferimento. Per i conti correnti si assume il saldo al 31 dicembre, ma se il saldo medio dell'anno è inferiore si può indicare quest'ultimo. Si applica una franchigia di 6.000 euro (aumentata per disabili, anziani, famiglie numerose).

Il conto corrente nell'ISEE — Un aspetto sottovalutato: i saldi bancari di tutti i componenti del nucleo al 31 dicembre influenzano direttamente l'ISEE. Chi ha accumulato risparmi significativi su un conto corrente ha un ISEE più alto, anche se quel denaro è destinato a un acquisto già programmato o è un accantonamento temporaneo. La pianificazione della data di presentazione della DSU può fare differenza.

Le franchigie e le detrazioni che abbassano l'ISEE

Il sistema ISEE prevede diverse franchigie e detrazioni che riducono il valore dell'indicatore. Le principali:

  • Franchigia sull'abitazione principale: 52.500 euro di valore IMU della prima casa non concorrono al patrimonio ISEE (aumentata di 2.500 euro per ogni figlio convivente oltre il secondo);
  • Franchigia sul patrimonio mobiliare: 6.000 euro (aumentata di 2.000 euro per ogni figlio convivente oltre il primo, fino a un massimo di 10.000 euro aggiuntivi; ulteriori aumenti per famiglie con disabili);
  • Detrazione per il mutuo: se sull'abitazione principale grava un mutuo, il debito residuo al 31 dicembre dell'anno di riferimento si detrae dal valore dell'immobile nel calcolo del patrimonio immobiliare, fino a concorrenza del valore stesso;
  • Detrazioni per disabilità: spese documentate per l'assistenza di componenti disabili del nucleo sono detratte dal reddito complessivo ISEE.

Le tipologie di ISEE: ordinario, corrente, mini, università

Non esiste un solo tipo di ISEE: a seconda della prestazione richiesta e della situazione familiare si utilizzano forme diverse.

ISEE ordinario: il modello standard, calcolato sui redditi dell'anno precedente. È quello usato per la maggior parte delle prestazioni (assegno di inclusione, bonus sociali utenze, agevolazioni comunali).

ISEE corrente: si utilizza quando la situazione economica del nucleo è mutata significativamente rispetto all'anno di riferimento (almeno -25% del reddito o variazioni patrimoniali rilevanti). Permette di aggiornare l'ISEE ai redditi degli ultimi 12 mesi invece di quelli di due anni prima. È particolarmente utile per chi ha perso il lavoro di recente.

ISEE precompilato: dal 2020 l'INPS mette a disposizione online una DSU precompilata con i dati già in possesso dell'Agenzia delle Entrate (redditi, immobili) e dell'Anagrafe Tributaria (saldi bancari). Il contribuente può accettarla o modificarla. L'accettazione senza modifiche riduce il rischio di controlli ma non esime dall'obbligo di integrare i dati mancanti.

ISEE università: per l'accesso alle agevolazioni universitarie (tasse ridotte, borse di studio, mense) si usa una variante specifica che può includere nel nucleo familiare lo studente fuori sede secondo regole proprie, diverse da quelle dell'ISEE ordinario.

ISEE sociosanitario: per l'accesso a prestazioni residenziali e semiresidenziali (RSA, assistenza domiciliare), con regole specifiche sulla composizione del nucleo e sul patrimonio rilevante.

Come si presenta la DSU: procedura e scadenze

La DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) si presenta in tre modi:

  • Online sul portale INPS (myINPS), con SPID o CIE: è possibile accettare la DSU precompilata o modificarla. L'elaborazione dell'ISEE è immediata;
  • Tramite CAF (Centro di Assistenza Fiscale): il CAF raccoglie i dati, compila la DSU e la trasmette all'INPS. Il servizio è gratuito per i modelli base, a pagamento in alcuni CAF per le forme più complesse;
  • Tramite patronato o intermediari abilitati: stessa procedura del CAF.

La DSU ha validità dal momento della presentazione fino al 31 dicembre dello stesso anno. Se si presenta a gennaio, vale per tutto l'anno; se si presenta a ottobre, vale solo fino al 31 dicembre e deve essere rinnovata a gennaio per le prestazioni dell'anno successivo. Non esiste una scadenza fissa per la presentazione: dipende dalle scadenze delle singole prestazioni per cui è richiesta.

Le principali agevolazioni legate all'ISEE

Agevolazione Soglia ISEE orientativa 2026 Ente erogatore
Bonus sociale elettricità e gas Fino a 9.530 € (famiglie numerose fino a 20.000 €) ARERA / distributori
Assegno di Inclusione (già RdC) Fino a 9.360 € INPS
Rette asili nido ridotte Variabile per Comune (spesso 0–40.000 €) Comuni / INPS (bonus nido)
Tasse universitarie ridotte Variabile per ateneo (tipicamente 0–30.000 €) Università
Borse di studio universitarie (DSU) Fino a 24.335 € (con specifiche patrimoniali) Regioni / Atenei
Carta Acquisti / Social Card Fino a 6.000 € Poste Italiane / INPS
Agevolazioni tariffa mensa scolastica Variabile per Comune Comuni
Detrazione affitto per giovani (30 anni) Fino a 15.493 € IRPEF (dichiarazione redditi)
Esenzione ticket sanitario Fino a 6.700 € (specifiche condizioni) ASL regionali

Quando conviene presentare l'ISEE e quando no

La presentazione dell'ISEE non è obbligatoria: si presenta solo se si vuole accedere a una o più prestazioni agevolate che la richiedono. Non presenta alcun rischio di per sé, purché la DSU sia compilata in modo corretto e veritiero.

Conviene sempre presentare l'ISEE quando si ha diritto a prestazioni agevolate e l'ISEE risultante è inferiore alle soglie di accesso. Il risparmio sulle tasse universitarie, sulle rette degli asili nido o sui bonus utenze può essere molto significativo rispetto al costo (quasi nullo) della presentazione.

Non conviene presentare l'ISEE nei casi in cui il proprio ISEE calcolato è elevato (sopra le soglie delle prestazioni desiderate), o quando si sa già che non si ha diritto ad alcuna agevolazione ISEE-dipendente. In questi casi la presentazione è inutile senza essere dannosa.

Una considerazione pratica: alcune prestazioni richiedono l'ISEE aggiornato ogni anno. Chi ha presentato la DSU l'anno precedente non viene rinnovato automaticamente: deve ripresentarla entro le scadenze delle singole prestazioni. Molti perdono le agevolazioni semplicemente perché dimenticano di rinnovare la DSU.

DSU infedele: le conseguenze

La DSU è una dichiarazione sostitutiva di atto notorio e sottostà alle disposizioni del DPR 445/2000 sulle dichiarazioni false. Chi presenta dati non veritieri — omettendo patrimoni, redditi esteri, conti correnti — commette un illecito amministrativo e penale. Le conseguenze sono:

  • Decadenza immediata dall'agevolazione indebitamente percepita e restituzione delle somme ricevute;
  • Sanzione amministrativa da 500 a 5.000 euro;
  • Segnalazione all'autorità giudiziaria per falsità in atti (art. 76 DPR 445/2000);
  • Esclusione per almeno due anni dalle prestazioni assistenziali.

L'INPS incrocia i dati della DSU con quelli dell'Anagrafe Tributaria: conti correnti, immobili e redditi dichiarati all'Agenzia delle Entrate vengono verificati. Le DSU precompilate accettate senza modifiche hanno minore probabilità di contestazioni perché i dati vengono dall'INPS stesso; quelle compilate autonomamente con modifica dei dati bancari o patrimoniali sono soggette a controllo più attento.

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