L'autocertificazione di stato di famiglia è la dichiarazione con cui una persona attesta la composizione della propria famiglia anagrafica, cioè le persone che risultano conviventi allo stesso indirizzo secondo i registri del Comune, con il rapporto di parentela o di convivenza. Sostituisce il certificato di stato di famiglia ai sensi dell'art. 46 del D.P.R. 445/2000 e va accettata da pubbliche amministrazioni e gestori di pubblici servizi.
Sono tre concetti diversi che si confondono spesso. La famiglia anagrafica comprende le persone legate da vincoli di matrimonio, unione civile, parentela, affinità, adozione, tutela o affettivi, coabitanti e con dimora abituale nello stesso comune: è ciò che attesta questo modello. I familiari a carico ai fini IRPEF sono quelli che hanno un reddito complessivo entro i limiti di legge, anche se non conviventi. Il nucleo ISEE segue regole proprie: ne fanno parte, ad esempio, i coniugi anche se hanno residenze diverse e, in molti casi, i figli maggiorenni non conviventi ma fiscalmente a carico. Usare lo stato di famiglia anagrafico per l'ISEE è un errore frequente.
Si usa per pratiche comunali, domande di contributi, iscrizioni scolastiche, pratiche INPS e per molte agevolazioni che dipendono dalla composizione della famiglia. Per l'assegno unico e per l'ISEE, però, i dati della famiglia vengono acquisiti direttamente attraverso la Dichiarazione Sostitutiva Unica, che segue le regole del nucleo ISEE. Nelle pratiche di successione e nei rapporti con i privati può essere richiesto il certificato, che si scarica gratuitamente dall'Anagrafe Nazionale.
Le amministrazioni controllano le dichiarazioni, anche a campione, incrociando i dati con l'anagrafe. Una dichiarazione falsa è reato e comporta la decadenza dai benefici ottenuti. Il modello richiede di indicare tutti i componenti, con data e luogo di nascita e rapporto con il dichiarante, così come risultano in anagrafe e non come si vorrebbe che fossero: se una persona si è trasferita ma non ha cambiato residenza, risulta ancora nella famiglia anagrafica.
Si firma davanti al dipendente che la riceve o si consegna con copia di un documento di identità; la firma non va autenticata. Per l'invio telematico valgono la firma digitale o la PEC personale.
Dati del dichiarante, elenco dei componenti della famiglia anagrafica con dati anagrafici e relazione di parentela, indirizzo, richiami normativi, informativa privacy, data e firma.
Sì, se risulta nella stessa famiglia anagrafica; la convivenza di fatto registrata ai sensi della Legge 76/2016 risulta anche dall'anagrafe.
Se ha mantenuto la residenza presso di te, sì: conta la situazione anagrafica.
No, i familiari a carico si indicano direttamente nella dichiarazione, sulla base delle regole fiscali.
Completa la documentazione con l'autocertificazione di residenza e quella di stato civile. Per l'ISEE usa il servizio DSU e ISEE online e leggi la guida ISEE 2026: come si calcola.
Scheda a cura del Dott. Giorgio Taglione, Dottore Commercialista iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Cassino (n. 658, sez. A). Aggiornata a ottobre 2026. Il modello è uno schema di partenza da adattare al caso concreto: non sostituisce una consulenza sulla situazione specifica.
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