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  • giovedì 02 aprile 2026

Modello 730/2026: La Guida per affrontare la dichiarazione senza ansia

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La primavera, si sa, porta con sé fiori, giornate più lunghe, il profumo di ciliegio... e la dichiarazione dei redditi. Se al solo sentire la parola "730" senti salire una leggera ansia, sappi che non sei solo. Ogni anno, milioni di italiani si trovano davanti a moduli, codici e scadenze che sembrano scritti in una lingua straniera. Eppure, la dichiarazione dei redditi non è un nemico da temere. È semplicemente un appuntamento con il fisco, un momento in cui fai il punto su quanto hai guadagnato e su quanto hai speso per cose che, in molti casi, ti permettono di pagare un po' meno tasse.

Quello che voglio fare con questa guida è accompagnarti per mano, senza tecnicismi inutili, per aiutarti a capire cosa c'è da sapere sul 730 del 2026. Vedremo insieme da dove partire, quali sono gli errori più comuni che si fanno quasi per abitudine e, infine, quali sono le scadenze da segnare in rosso sul calendario. Perché la dichiarazione dei redditi, se fatta con attenzione, non è solo un obbligo, ma anche un'opportunità.

Da dove si parte? La Certificazione Unica

Tutto ruota intorno a un documento: la Certificazione Unica, quella che tutti chiamano semplicemente "la CU". Se hai un lavoro dipendente o una pensione, il tuo datore di lavoro o l'ente pensionistico è obbligato a consegnartela. Arriva di solito tra marzo e aprile, e il primo consiglio che mi sento di darti è: quando la ricevi, non infilartela in un cassetto con la promessa di guardarla "poi". Prendila, leggila, anche se sembra un bollettino di guerra con numeri e caselle.

La CU racconta la tua storia fiscale dell'anno prima. Ti dice quanto hai guadagnato, quante tasse hai già pagato durante l'anno (quelle che ti hanno trattenuto in busta paga), e se hai avuto più lavori, avrai più CU. È il punto di partenza assoluto. Senza quella, non si va da nessuna parte. E se ti accorgi che qualche dato non corrisponde, magari un nome sbagliato o un codice fiscale con una lettera errata, è meglio avvisare subito chi te l'ha rilasciata, prima di iniziare la dichiarazione. Perché un piccolo errore all'inizio può trasformarsi in un mal di testa alla fine.

Gli errori più comuni: dove si inciampa quasi sempre

Poi arriva il momento di compilare il modello, e qui, nella mia esperienza, ci sono alcuni errori che si ripetono puntualmente ogni anno. Il più classico? Dimenticare di dichiarare tutte le spese mediche. Non parlo solo delle ricette, ma anche dei ticket, delle visite specialistiche, delle spese per acquistare farmaci. Tutto quello per cui hai un documento che attesta il pagamento va conservato e, entro certi limiti, può essere portato in detrazione. Lo so, conservare ogni scontrino della farmacia per un anno intero sembra una missione impossibile, ma c'è un trucco: oggi molte regioni hanno il fascicolo sanitario elettronico. Prima di fare la dichiarazione, fai un salto sul sito della tua regione, guarda cosa c'è registrato, e confrontalo con i tuoi documenti. Spesso ti accorgi di spese che avevi completamente rimosso.

Un altro errore diffusissimo riguarda le spese per la ristrutturazione della casa. Qui la confusione regna sovrana. C'è chi pensa che basti aver fatto un bonifico, e chi invece conserva ogni singola fattura ma poi si dimentica di indicare il codice fiscale dell'impresa che ha eseguito i lavori. La regola è semplice: per le ristrutturazioni, il bonifico deve essere "parlante", deve cioè contenere il codice fiscale di chi riceve i soldi, la causale e il riferimento alla legge. E le fatture vanno conservate perché, in caso di controllo, saranno quelle a fare la differenza.

Poi c'è l'errore più umano di tutti: la fretta. Compilare la dichiarazione l'ultimo giorno utile, magari alle undici di sera, con gli occhi che si chiudono e il cane che abbaia. È lì che si sbagliano i conti, si confondono le caselle, si dimenticano i conguagli. Il 730 non ama la fretta. È un documento che va fatto con calma, magari in un pomeriggio tranquillo, con tutta la documentazione davanti.

Le buone prassi: come fare le cose per bene

E qui arriviamo alle buone prassi, quelle che separano chi ogni anno vive la dichiarazione come un incubo da chi invece la affronta con la consapevolezza di aver fatto tutto per bene.

La prima buona prassi è organizzarsi durante l'anno, non all'ultimo. Io consiglio sempre di avere una cartella, anche digitale, in cui infilare tutto quello che può servire: fatture di ristrutturazione, ricevute di spese mediche, quietanze di donazioni, certificati di acquisto di mobili. Quando arriva la CU, la cartella è già lì, pronta. Non devi correre a cercare documenti in mezzo a vecchie scatole di scarpe.

La seconda buona prassi riguarda il controllo dei dati precompilati. Dal 2015 esiste la dichiarazione precompilata, e devo dire che ogni anno migliora. L'Agenzia delle Entrate mette a disposizione un modello già in parte compilato con le informazioni che ha in suo possesso: spese sanitarie, interessi sui mutui, bonus ristrutturazioni. Il mio consiglio è di non accettarla così com'è senza guardarla. Entra, controlla, verifica. A volte mancano delle spese, a volte ce ne sono di duplicate. La precompilata è un ottimo punto di partenza, ma non è mai la versione definitiva. È un assistente, non il pilota automatico.

La terza buona prassi è la più importante: chiedi aiuto se non sei sicuro. Non c'è nessuna vergogna nel dire "non ci capisco niente". Le dichiarazioni dei redditi sono complicate, cambiano ogni anno, ci sono detrazioni che si perdono, altre che si aggiungono. Io stesso, che di mestiere faccio il commercialista, ogni anno mi prendo il mio tempo per rivedere la normativa. Quindi, se hai un dubbio, se un numero non ti torna, se hai paura di sbagliare, chiedi a chi lo fa per lavoro. Costa molto meno di una sanzione e, soprattutto, ti toglie un peso enorme.

Perché forse conviene affidarsi a qualcuno

E qui arrivo al punto che probabilmente ti aspettavi. Io vendo il 730. Sì, è vero. Ma non lo vendo come si vende una scatola di scarpe. Lo offro come un servizio che ti fa risparmiare tempo, energie e, spesso, soldi. Perché un professionista non si limita a "copiare i numeri dalla CU". Un buon commercialista guarda la tua situazione nel suo insieme. Ti chiede se hai avuto cambiamenti nella tua vita, se hai comprato casa, se hai sostenuto spese particolari. Sa quali detrazioni puoi portare e quali no. Sa come gestire eventuali conguagli e come organizzare il pagamento delle tasse in modo che non ti arrivi una botta improvvisa a luglio.

Affidare il 730 a qualcuno significa anche smettere di pensarci. Non devi più stare lì a chiederti se hai sbagliato casella, se hai dimenticato qualcosa, se il fisco ti manderà una lettera tra due anni. Significa avere qualcuno che risponde al telefono quando hai un dubbio, che ti spiega con parole semplici quello che succede, che si prende la responsabilità di quello che fa.

Non è solo una questione di compilare un modulo. È una questione di serenità.

Le scadenze da segnare sul calendario

Per non arrivare impreparati, è fondamentale tenere a mente le date che scandiscono il percorso della dichiarazione dei redditi. Ecco le principali scadenze per il 730/2026.

Marzo 2026: il via con la Certificazione Unica
Il momento clou è il 16 marzo. È la data entro cui datori di lavoro e enti pensionistici devono trasmettere la Certificazione Unica in via telematica all'Agenzia delle Entrate. Per te, contribuente, significa che da questo momento in poi la tua CU è ufficialmente disponibile. Se invece ricevi la versione cartacea, il termine per la consegna è il 31 marzo. Da questa data in poi puoi iniziare a raccogliere tutti i documenti e a prepararti per la dichiarazione.

Aprile 2026: il via libera alla precompilata
Dal 30 aprile, l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione la dichiarazione dei redditi precompilata. Puoi accedervi dal sito dell'Agenzia con le tue credenziali (Spid, Cie o Cns) e vedere quali dati sono già stati inseriti. È il momento giusto per controllare, integrare e correggere. Non avere fretta di accettarla subito: prenditi qualche giorno per verificare con calma.

Maggio e Giugno 2026: la finestra per presentare il 730
Il 20 maggio è la data che segna l'inizio della campagna dichiarativa. Da questo giorno puoi ufficialmente presentare il tuo Modello 730. La scadenza per la presentazione è il 30 settembre. Sembra lontana, ma i mesi passano veloci. La maggior parte delle persone presenta la dichiarazione tra maggio e giugno, quando la CU è già stata ricevuta e controllata e la precompilata è disponibile.

Luglio 2026: la prima scadenza per chi deve pagare
Se dalla tua dichiarazione risulta un debito verso il fisco, il primo appuntamento con il pagamento è il 30 giugno. In realtà, per chi presenta il 730, le somme vengono trattenute direttamente in busta paga o in pensione a partire dal mese di luglio. Ma è bene sapere che a luglio inizieranno le trattenute, quindi potresti vedere lo stipendio leggermente più basso del solito. Se invece preferisci pagare in un'unica soluzione, puoi farlo entro il 30 giugno.

Settembre 2026: ultimi richiami
Il 30 settembre è il termine ultimo per presentare il Modello 730. Dopo questa data, se non hai ancora provveduto, puoi ancora recuperare presentando la dichiarazione entro il 31 ottobre, ma con una piccola sanzione. Meglio non arrivare a questo punto.

Novembre 2026: la seconda rata per chi ha scelto la rateizzazione
Se hai scelto di pagare le tasse in tre rate, la seconda scadenza è il 30 novembre. La terza e ultima rata, infine, scade il 30 gennaio dell'anno successivo.

Un consiglio pratico: non aspettare l'ultimo giorno
Le scadenze le conosciamo tutti, ma la verità è che il momento migliore per fare la dichiarazione è quando hai tutto sotto controllo. La mia esperienza mi dice che chi presenta il 730 a maggio o giugno è quasi sempre più sereno di chi arriva alla fine di settembre con la fretta. Non perché sia più bravo, ma perché ha avuto il tempo di guardare i documenti con calma, di fare le verifiche e di chiedere aiuto se qualcosa non tornava.

Così, quando arriva l'estate, può pensare ad altro, sapendo di aver fatto tutto per bene.

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