Per dare le dimissioni volontarie oggi servono due cose distinte. La prima è obbligatoria: la procedura telematica sul portale del Ministero del Lavoro, senza la quale le dimissioni non hanno effetto (art. 26 del D.Lgs. 151/2015). La seconda è facoltativa ma utile: una lettera di dimissioni da consegnare al datore, per concordare la data di uscita, il preavviso e la liquidazione delle spettanze. In questa pagina trovi il fac simile della lettera in Word e la procedura online passo per passo.
1. Verifica il preavviso previsto dal tuo CCNL in base a livello e anzianità: da lì si calcola l'ultimo giorno di lavoro.
2. Accedi al portale dei servizi del Ministero del Lavoro con SPID o CIE e scegli la funzione per le dimissioni volontarie.
3. Compila il modulo con i dati del rapporto (che il sistema recupera in gran parte dalle comunicazioni obbligatorie), il datore di lavoro, la data di decorrenza e il tipo di recesso: dimissioni o dimissioni per giusta causa.
4. Invia. Il modulo arriva via PEC al datore di lavoro e all'Ispettorato. Conserva la ricevuta.
5. Consegna la lettera al datore, se vuoi accordarti sul preavviso, sulle ferie residue o sulla data di uscita.
Entro sette giorni dall'invio puoi revocare le dimissioni con la stessa procedura.
Chi non ha SPID o CIE, o preferisce non fare da sé, può rivolgersi a un patronato, a un sindacato, a un ente bilaterale, a una commissione di certificazione o a un consulente del lavoro, che trasmettono il modulo per suo conto. Lo Studio Taglione offre il servizio di dimissioni online: ci mandi i dati e inviamo noi la pratica.
Non si usa per i rapporti di lavoro domestico, per le dimissioni durante il periodo di prova e per quelle rese in sede protetta (ad esempio in sede sindacale o all'Ispettorato). Per lavoratrici e lavoratori genitori nei primi anni di vita del figlio è prevista invece la convalida presso l'Ispettorato.
Il preavviso decorre dalla data indicata nella procedura. Se non lo lavori, il datore può trattenere dalle ultime competenze un'indennità pari alla retribuzione del periodo mancante; le parti possono però accordarsi per ridurlo o rinunciarvi, e la lettera è il posto giusto per chiederlo per iscritto. Durante il preavviso il rapporto prosegue normalmente e maturano ferie, ratei e TFR.
Le dimissioni ordinarie non danno diritto alla NASpI. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa, ad esempio per stipendi non pagati, molestie, demansionamento o modifiche peggiorative delle condizioni di lavoro: si può lasciare il posto senza preavviso e chiedere l'indennità di disoccupazione. È una scelta da documentare con cura, perché il datore può contestarla.
Dalla Legge 203/2024, se il lavoratore resta assente senza giustificazione oltre il termine previsto dal CCNL o, in mancanza, per più di quindici giorni, il datore può comunicarlo all'Ispettorato e il rapporto si considera risolto per volontà del lavoratore, senza NASpI. Chi vuole lasciare il lavoro deve quindi usare la procedura corretta, non semplicemente smettere di presentarsi.
Dati del lavoratore e dell'azienda, data di invio delle dimissioni telematiche, ultimo giorno di lavoro calcolato sul preavviso, eventuale richiesta di riduzione o esonero dal preavviso, richiesta di liquidazione di TFR, ferie e permessi non goduti, ratei di tredicesima e quattordicesima, richiesta della documentazione di fine rapporto.
No. Senza la procedura telematica le dimissioni sono inefficaci, salvo i casi esclusi dalla legge.
Quanto previsto dal preavviso del tuo CCNL, che varia secondo livello e anzianità; senza preavviso il datore può trattenere l'indennità sostitutiva.
Di regola con l'ultima busta paga o nei tempi del CCNL; se è in un fondo pensione segue le regole del fondo.
Sì, ma il preavviso resta sospeso per la durata della malattia secondo i contratti collettivi.
Per non occuparti della parte telematica c'è il servizio dimissioni online. La disciplina completa è spiegata nella guida Dimissioni volontarie 2026. Se le dimissioni sono per giusta causa, stima l'indennità con il calcolatore NASpI; se il datore propone un accordo, valuta la risoluzione consensuale. Se hai firmato un patto di non concorrenza, rileggilo prima di cambiare lavoro.
Scheda a cura del Dott. Giorgio Taglione, Dottore Commercialista iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Cassino (n. 658, sez. A). Aggiornata a ottobre 2026. Il modello è uno schema di partenza da adattare al caso concreto: non sostituisce una consulenza sulla situazione specifica.
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