L'autocertificazione di assenza di carichi pendenti è la dichiarazione con cui una persona attesta di non avere riportato condanne penali e di non essere sottoposta a procedimenti penali, sostituendo i certificati del casellario giudiziale e dei carichi pendenti. Il D.P.R. 445/2000 consente di autocertificare sia l'assenza di condanne e provvedimenti iscritti nel casellario, sia il fatto di non essere a conoscenza di procedimenti penali a proprio carico.
Il certificato del casellario giudiziale riporta le condanne definitive e gli altri provvedimenti iscritti. Il certificato dei carichi pendenti riporta i procedimenti penali in corso presso la Procura del tribunale competente. Il modello consente di dichiarare entrambe le situazioni. Per i carichi pendenti la formula corretta è "di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali", perché la persona potrebbe non essere stata ancora informata di un'indagine.
Si usa nelle procedure di assunzione nel settore pubblico, nei concorsi, nell'iscrizione ad albi e ordini professionali, nelle domande di licenze e autorizzazioni per attività commerciali, nella partecipazione a gare pubbliche, nella nomina a cariche societarie in settori regolamentati. Per le gare pubbliche il Codice dei contratti prevede dichiarazioni specifiche sui motivi di esclusione, da rendere con i modelli della stazione appaltante, che riguardano anche soci e amministratori.
Per chi lavora in attività che comportano contatti diretti e regolari con minori, il datore di lavoro deve acquisire il certificato del casellario giudiziale previsto dal D.Lgs. 39/2014, che non può essere sostituito da un'autocertificazione. È un obbligo spesso sottovalutato da associazioni sportive, scuole private e centri estivi.
Le amministrazioni verificano le dichiarazioni consultando direttamente il casellario giudiziale. La falsa dichiarazione è reato e comporta l'esclusione dalla procedura o la revoca del provvedimento ottenuto. Prima di compilare, in caso di dubbi su vecchie condanne, sospensioni condizionali o riabilitazioni, conviene richiedere la visura del proprio casellario: alcune iscrizioni non compaiono nei certificati richiesti dai privati ma sono visibili alla pubblica amministrazione.
Dati del dichiarante, dichiarazione relativa a condanne penali e provvedimenti iscritti nel casellario, dichiarazione relativa ai procedimenti penali in corso, eventuali eccezioni da specificare, richiami normativi, informativa privacy, data e firma.
Dipende da quanto richiesto dal bando o dall'ente: alcune dichiarazioni riguardano tutte le iscrizioni, altre solo quelle rilevanti. In caso di dubbio meglio indicarla.
Il datore di lavoro privato può richiederlo solo nei casi previsti dalla legge o se pertinente rispetto alla mansione.
Sei mesi, come i certificati che sostituisce.
Per appalti e autorizzazioni spesso serve anche la dichiarazione antimafia. Per fatti diversi c'è la dichiarazione sostitutiva di atto notorio. Se stai avviando un'attività regolamentata leggi Iniziare un'attività di acconciatore o estetista o Come diventare un autoriparatore.
Scheda a cura del Dott. Giorgio Taglione, Dottore Commercialista iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Cassino (n. 658, sez. A). Aggiornata a ottobre 2026. Il modello è uno schema di partenza da adattare al caso concreto: non sostituisce una consulenza sulla situazione specifica.
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