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Dopo la scomparsa di un familiare, tra le prime pratiche da affrontare c'è la dichiarazione di successione. È l'atto con cui gli eredi comunicano all'Agenzia delle Entrate i beni e i diritti del defunto, e serve sia per calcolare le imposte sia per aggiornare il catasto. Dal 2025 le regole sono cambiate in modo importante, perché l'imposta va calcolata e versata direttamente dagli eredi. Vediamo termini, imposte e passaggi principali.
Chi deve presentarla e entro quando
La dichiarazione deve essere presentata dagli eredi, dai chiamati all'eredità e dai legatari, o dai loro rappresentanti. Basta che la presenti uno degli obbligati perché gli altri siano esonerati. Il termine è di dodici mesi dalla data di apertura della successione, che di norma coincide con la data del decesso.
Non c'è obbligo di presentazione solo quando ricorrono insieme tre condizioni: l'eredità va al coniuge e ai parenti in linea retta, il valore dell'attivo ereditario non supera 100.000 euro e nell'eredità non ci sono immobili o diritti reali su immobili. Basta un solo immobile, anche una piccola quota, perché la dichiarazione diventi obbligatoria.
Come si presenta
La presentazione ordinaria è telematica. Gli eredi possono usare il servizio di dichiarazione precompilata dell'Agenzia delle Entrate, accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure il software gratuito dell'Agenzia, oppure rivolgersi a un intermediario abilitato come un commercialista o un CAF. La dichiarazione cartacea è ammessa solo in casi residuali, come per chi risiede all'estero e non può usare i canali telematici.
La versione precompilata riporta già alcuni dati presenti nelle banche dati, come gli immobili con le relative rendite catastali. È un aiuto utile, ma i dati vanno sempre controllati: quote di proprietà, conti correnti, titoli, crediti e debiti deducibili richiedono verifiche e documenti che la precompilata non conosce.
Le imposte: aliquote e franchigie
L'imposta di successione si applica sul valore netto della quota spettante a ciascun beneficiario, con aliquote e franchigie che dipendono dal grado di parentela. Per il coniuge e i parenti in linea retta l'aliquota è del 4% sulla parte che supera la franchigia di un milione di euro per ciascun beneficiario. Per fratelli e sorelle l'aliquota è del 6% sulla parte che supera 100.000 euro. Per gli altri parenti fino al quarto grado e gli affini in linea retta fino al terzo grado l'aliquota è del 6% senza franchigia, mentre per tutti gli altri soggetti è dell'8%. Per i beneficiari con disabilità grave riconosciuta la franchigia sale a 1.500.000 euro.
In pratica, nella maggior parte delle successioni tra genitori e figli l'imposta di successione vera e propria non è dovuta, grazie alla franchigia. Restano però le imposte legate agli immobili.
Imposte ipotecaria e catastale
Se nell'eredità ci sono immobili, si pagano l'imposta ipotecaria del 2% e l'imposta catastale dell'1%, calcolate sul valore catastale. Quando almeno uno degli eredi ha i requisiti per l'agevolazione prima casa, le due imposte si applicano in misura fissa, 200 euro ciascuna. A queste si aggiungono imposta di bollo, tasse ipotecarie e tributi speciali, in importi fissi.
La novità dell'autoliquidazione
Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025, la riforma introdotta dal decreto legislativo n. 139 del 2024 ha previsto l'autoliquidazione dell'imposta di successione. Gli eredi non attendono più l'avviso dell'ufficio: calcolano l'imposta nella dichiarazione e la versano entro novanta giorni dal termine di presentazione. L'Agenzia controlla poi la correttezza del calcolo e può notificare un avviso di liquidazione se trova differenze.
Quando l'importo è di almeno 1.000 euro è possibile rateizzare, versando un acconto minimo del 20% e il resto in rate trimestrali, otto se la somma residua non supera 20.000 euro e dodici se la supera. Per le successioni aperte prima del 2025 restano invece le regole precedenti.
Dopo la dichiarazione: la voltura catastale
Con la dichiarazione telematica si può richiedere anche la voltura catastale degli immobili, cioè l'aggiornamento dell'intestazione a favore degli eredi. Non va confusa con altre pratiche che restano a parte, come la trascrizione dell'accettazione dell'eredità, che in presenza di immobili serve per una futura vendita senza intoppi.
In sintesi
La dichiarazione di successione va presentata entro dodici mesi dal decesso, quasi sempre in via telematica, e oggi richiede agli eredi di calcolare e versare direttamente le imposte. Le franchigie proteggono gran parte delle eredità familiari dall'imposta di successione, ma con gli immobili restano dovute le imposte ipotecaria e catastale. Lo Studio Taglione si occupa della dichiarazione di successione telematica, dal controllo dei documenti al calcolo e al versamento delle imposte.