La ricevuta per prestazione occasionale è il documento con cui chi lavora senza partita IVA attesta di aver ricevuto un compenso per un'attività svolta in modo episodico. La base civilistica è il contratto d'opera dell'art. 2222 del Codice Civile; sul piano fiscale il compenso è un reddito diverso (art. 67, comma 1, lettera l, del TUIR) e non è soggetto a IVA, perché manca l'abitualità. La ricevuta non è una fattura: la emette il prestatore e la conserva anche il committente, che la usa per documentare il costo e, se è un sostituto d'imposta, per versare la ritenuta.
Il modello è adatto a chi svolge lavori isolati: una traduzione, qualche lezione privata, una consulenza una tantum, un intervento tecnico occasionale. Diventa inadeguato quando l'attività si ripete con regolarità, quando c'è un'organizzazione stabile o quando la stessa persona lavora per lo stesso cliente in modo continuativo. In questi casi il rischio è che l'Agenzia delle Entrate o l'INPS riqualifichino il rapporto come lavoro autonomo abituale, con obbligo di partita IVA, oppure come collaborazione coordinata. Non esiste un limite di importo che renda "automaticamente" occasionale una prestazione: conta la natura dell'attività.
Il limite di 5.000 euro di cui si parla spesso è una soglia previdenziale, non fiscale. Riguarda il totale dei compensi da lavoro autonomo occasionale percepiti nell'anno solare da tutti i committenti messi insieme, non il singolo cliente. Fino a 5.000 euro non sono dovuti contributi; oltre, il prestatore deve iscriversi alla Gestione Separata INPS e sulla parte eccedente si pagano i contributi, per due terzi a carico del committente e per un terzo a carico del prestatore. Per questo il modello contiene una dichiarazione del prestatore sul superamento o meno della soglia: serve al committente per sapere se deve trattenere e versare anche i contributi.
Se il committente è un sostituto d'imposta (un'impresa, un professionista, un ente), deve trattenere una ritenuta d'acconto del 20% sul compenso lordo e versarla con F24 entro il 16 del mese successivo al pagamento, codice tributo 1040. Il prestatore riceve il netto e recupera la ritenuta in dichiarazione. Se il committente è un privato, la ritenuta non si applica e il prestatore dichiarerà l'intero compenso. Quando l'importo supera 77,47 euro sulla ricevuta va applicata una marca da bollo da 2 euro, perché si tratta di una quietanza non soggetta a IVA.
Compenso lordo 1.000 euro pagato da un'impresa: ritenuta del 20% pari a 200 euro, netto da corrispondere 800 euro, più la marca da bollo da 2 euro che, salvo accordi diversi, resta a carico del committente. Se nell'anno il prestatore non ha superato 5.000 euro complessivi, non ci sono contributi da calcolare.
Dal 2022 il committente che è un imprenditore deve inviare all'Ispettorato del Lavoro una comunicazione preventiva prima dell'avvio di ogni prestazione occasionale, indicando i dati del prestatore, il luogo e la durata presunta dell'attività. L'obbligo non riguarda i committenti professionisti né i privati. L'omissione è punita con una sanzione per ciascun lavoratore interessato, quindi conviene verificarlo prima di iniziare.
Inserisci i dati anagrafici e il codice fiscale di prestatore e committente, la descrizione precisa della prestazione e il periodo in cui è stata svolta, il compenso lordo, la ritenuta e il netto. Indica il metodo di pagamento, preferibilmente tracciabile, e firma la ricevuta. Numerare le ricevute in ordine progressivo aiuta a ricostruire il totale annuo ai fini della soglia INPS.
Se la collaborazione diventa stabile e ripetitiva, non è più occasionale. In quel caso va valutata l'apertura della partita IVA o un contratto di collaborazione.
Sì. Va indicato nella dichiarazione dei redditi come reddito diverso, al netto delle eventuali spese documentate inerenti alla prestazione.
In generale sì, se il contratto di lavoro e il CCNL non lo vietano e l'attività non è in concorrenza con il datore di lavoro.
Per fissare prima oggetto, tempi e compenso usa il Contratto di prestazione d'opera occasionale. Se i lavori aumentano, confronta i costi con il calcolatore di convenienza del regime forfettario e leggi le guide Lavoro autonomo occasionale e prestazioni occasionali e Ho superato i limiti della prestazione occasionale: e adesso?.
Scheda a cura del Dott. Giorgio Taglione, Dottore Commercialista iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Cassino (n. 658, sez. A). Aggiornata a ottobre 2026. Il modello è uno schema di partenza da adattare al caso concreto: non sostituisce una consulenza sulla situazione specifica.
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