Il verbale di determinazione del compenso documenta la decisione dei soci di riconoscere all'amministratore della SRL un compenso per la carica. È un documento che spesso manca, perché l'amministratore è anche socio e si dà per scontato che possa prelevare un compenso. Non è così: senza una delibera dei soci il compenso è contestabile sia sul piano civilistico, da parte degli altri soci o dei creditori, sia sul piano fiscale, perché l'Agenzia delle Entrate e la Cassazione hanno più volte negato la deducibilità di compensi non deliberati.
Nelle SRL il compenso è deciso dai soci, all'atto della nomina o con una delibera successiva, salvo diversa previsione dello statuto. La delibera deve precedere il pagamento: un compenso approvato dopo, magari in sede di bilancio, è più esposto a contestazioni. Il compenso può riguardare un singolo esercizio o tutta la durata della carica e può essere modificato con una nuova delibera.
Il modello consente di fissare un compenso annuo fisso con le rate di pagamento, il rimborso delle spese documentate sostenute per la carica, una parte variabile legata ai risultati (ad esempio una percentuale dell'utile) e il trattamento di fine mandato (TFM), un accantonamento annuo da pagare alla cessazione della carica. Il TFM ha un trattamento fiscale favorevole, con tassazione separata, se il diritto risulta da un atto con data certa anteriore all'inizio del rapporto: per questo conviene deliberarlo all'inizio del mandato e conservare la prova della data.
Il compenso dell'amministratore che non ha partita IVA per questa attività è reddito assimilato al lavoro dipendente: la società applica le ritenute IRPEF e versa i contributi alla Gestione Separata INPS, per due terzi a proprio carico e per un terzo a carico dell'amministratore. Se l'amministratore è anche socio che lavora abitualmente nell'impresa, può essere dovuta l'iscrizione alla gestione commercianti o artigiani, secondo l'attività. Per la società il compenso è deducibile nell'esercizio in cui viene pagato.
La legge non fissa un importo, ma un compenso sproporzionato rispetto alle dimensioni e ai risultati della società può essere contestato dagli altri soci e, in casi estremi, dall'Agenzia delle Entrate. Va scelto tenendo conto dell'impegno richiesto, dei risultati e della sostenibilità finanziaria, e confrontato con l'alternativa dei dividendi: per molti soci di piccole SRL la combinazione dei due è la soluzione più efficiente.
Il verbale va trascritto nel libro delle decisioni dei soci. Non va depositato al Registro delle Imprese, salvo che la delibera modifichi i poteri o la durata dell'organo amministrativo.
Sì, in linea generale; ma se la delibera danneggia la società o gli altri soci, può essere impugnata per conflitto di interessi.
Sì, la carica può essere gratuita se lo prevede lo statuto o la delibera di nomina.
Non necessariamente; il verbale stabilisce le scadenze, che contano anche per la deducibilità.
Leggi la guida Compensi agli amministratori di SRL: stipendio, dividendi o entrambi e Dividendi SRL. Per nominare o rinnovare l'organo amministrativo c'è il verbale di nomina dell'amministratore. Approfondisci anche Il conflitto di interessi dell'amministratore.
Per pagare ai soci gli utili accantonati c'è il verbale di distribuzione degli utili; se l'amministratore lascia la carica, la lettera di dimissioni. Per i rimborsi delle trasferte dell'amministratore c'è la nota spese.
Scheda a cura del Dott. Giorgio Taglione, Dottore Commercialista iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Cassino (n. 658, sez. A). Aggiornata a ottobre 2026. Il modello è uno schema di partenza da adattare al caso concreto: non sostituisce una consulenza sulla situazione specifica.
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