Il contratto di lavoro domestico regola il rapporto tra una famiglia e chi presta servizio nella casa: colf, badanti, baby-sitter, assistenti familiari, governanti. Il riferimento principale è il CCNL sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico, che stabilisce livelli, minimi retributivi, orari, ferie e preavviso. A differenza di quanto si sente dire spesso, non esiste una soglia minima di ore sotto la quale il rapporto può restare irregolare: anche poche ore a settimana con continuità costituiscono un rapporto di lavoro da denunciare all'INPS.
Il datore è la persona che assume, non necessariamente l'assistito. Deve comunicare l'assunzione all'INPS entro le ore 24 del giorno precedente l'inizio del rapporto, tramite il portale dedicato, il contact center o un intermediario. La comunicazione all'INPS vale anche per il Centro per l'Impiego e per l'INAIL: per il lavoro domestico l'assicurazione contro gli infortuni è compresa nei contributi versati all'INPS e non richiede un'iscrizione separata. Il datore deve poi consegnare la lettera di assunzione prevista dal CCNL, pagare la retribuzione con il prospetto paga, versare i contributi ogni trimestre e accantonare il TFR.
Il CCNL classifica i lavoratori in quattro livelli (A, B, C, D), ciascuno con il corrispondente livello "super" per chi svolge assistenza a persone. Una colf generica è di solito al livello B, una badante di persona non autosufficiente al livello CS o DS, a seconda della formazione e delle mansioni. I minimi retributivi vengono aggiornati ogni anno, di solito a gennaio, e la differenza tra lavoratore convivente e non convivente incide su orario massimo, retribuzione e indennità di vitto e alloggio. Il modello rimanda ai minimi tabellari vigenti, che vanno verificati alla data della firma.
I contributi si versano con il bollettino o il pagoPA generato dall'INPS, in quattro rate: entro il 10 aprile, il 10 luglio, il 10 ottobre e il 10 gennaio, per il trimestre precedente. In caso di cessazione del rapporto, i contributi vanno versati entro dieci giorni. Il ritardo comporta sanzioni civili, mentre il lavoro non denunciato espone a sanzioni ben più pesanti e al recupero di tutti i contributi omessi.
I contributi previdenziali obbligatori versati per colf e badanti sono deducibili dal reddito del datore fino a 1.549,37 euro l'anno. Per chi assiste persone non autosufficienti è prevista anche una detrazione IRPEF del 19% sulle spese per gli addetti all'assistenza, fino a 2.100 euro di spesa, se il reddito complessivo non supera 40.000 euro. Per poterle usare servono la documentazione dei pagamenti e, per la detrazione, la certificazione medica della non autosufficienza.
Il modello indica dati delle parti, data di inizio e periodo di prova, livello e mansioni, convivenza o meno, orario settimanale e distribuzione, riposi, retribuzione e indennità, ferie, tredicesima, TFR, preavviso e luogo di lavoro. È la base della lettera di assunzione che il CCNL richiede di consegnare per iscritto.
Sì, 26 giorni lavorativi l'anno, proporzionati alla durata del rapporto, indipendentemente dall'orario.
Il Libretto Famiglia è riservato a prestazioni occasionali entro limiti di importo molto bassi; un'assistenza continuativa richiede un contratto di lavoro domestico.
Può essere l'assistito o un familiare: conta chi risulta datore nella comunicazione INPS, che sarà anche il soggetto che può dedurre e detrarre.
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Scheda a cura del Dott. Giorgio Taglione, Dottore Commercialista iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Cassino (n. 658, sez. A). Aggiornata a ottobre 2026. Il modello è uno schema di partenza da adattare al caso concreto: non sostituisce una consulenza sulla situazione specifica.
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