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Trasformare la ditta individuale in SRL: conferimento, perizia e aspetti fiscali

Quando una ditta individuale cresce, prima o poi il suo titolare si pone la stessa domanda: conviene continuare cosi’ o passare a una SRL? Il passaggio alla societa’ a responsabilita’ limitata e’ spesso descritto come una "trasformazione", ma dal punto di vista giuridico il termine e’ improprio e la differenza non e’ solo nominale: determina la procedura da seguire, le imposte da pagare e la sorte di contratti, dipendenti e debiti. Capire come avviene realmente il passaggio evita errori costosi e consente di scegliere lo strumento piu’ adatto alla propria situazione.

Questa guida spiega perche’ non si tratta tecnicamente di una trasformazione, quali sono le due strade percorribili - il conferimento e la cessione d’azienda -, come funziona la perizia di stima, quale regime fiscale si applica e quali cautele adottare su rapporti di lavoro, contratti e debiti.

Perche’ non e’ una vera "trasformazione"

La trasformazione in senso tecnico, disciplinata dagli artt. 2498 e seguenti del Codice Civile, e’ il mutamento del tipo di un ente collettivo (ad esempio da societa’ di persone a societa’ di capitali) senza soluzione di continuita’ del soggetto giuridico. L’impresa individuale, pero’, non e’ un soggetto distinto dalla persona fisica del titolare: non esiste un ente da "trasformare". Il passaggio a SRL si realizza quindi facendo confluire l’azienda - cioe’ il complesso di beni organizzati per l’esercizio dell’impresa (art. 2555 c.c.) - in una societa’ di capitali. Questa precisazione non e’ teorica: cambia radicalmente l’impianto dell’operazione e le relative imposte.

Le due strade: conferimento o cessione d’azienda

La prima strada, la piu’ diffusa, e’ il conferimento d’azienda: l’imprenditore individuale apporta la propria azienda in una SRL (di nuova costituzione o gia’ esistente) e riceve in cambio quote di partecipazione. L’azienda esce dal patrimonio personale ed entra in quello della societa’, e il titolare diventa socio. La seconda strada e’ la cessione d’azienda: l’imprenditore vende l’azienda alla SRL a fronte di un corrispettivo in denaro. La differenza e’ sostanziale: nel conferimento si ottengono quote, nella cessione si ottiene un prezzo, con conseguenze fiscali diverse in capo al cedente. Nella grande maggioranza dei casi, per far evolvere la propria attivita’ mantenendone la titolarita’, si sceglie il conferimento.

La perizia di stima

Quando l’azienda viene conferita in una SRL, il valore dell’apporto deve essere attestato da una relazione di stima redatta da un esperto, ai sensi dell’art. 2465 del Codice Civile. La perizia garantisce che il capitale sociale sia effettivamente coperto dal valore dei beni conferiti e tutela i terzi che fanno affidamento sulla consistenza patrimoniale della societa’. La stima deve descrivere i beni, i criteri di valutazione adottati e attestare che il valore non e’ inferiore a quello attribuito ai fini della determinazione del capitale e dell’eventuale sovrapprezzo. E’ un passaggio tecnico delicato, perche’ una valutazione imprudente puo’ generare responsabilita’ e contestazioni.

Il regime fiscale: la neutralita’ del conferimento

Il principale vantaggio fiscale del conferimento d’azienda e’ la sua neutralita’, prevista dall’art. 176 del TUIR. Il conferimento non costituisce, di per se’, realizzo di plusvalenze o minusvalenze: il conferente assume, quale valore delle partecipazioni ricevute, l’ultimo valore fiscale dell’azienda conferita, e la societa’ conferitaria subentra nei valori fiscalmente riconosciuti. In altre parole, i plusvalori latenti dell’azienda non emergono al momento del conferimento, ma restano "sospesi" e verranno tassati solo in un momento successivo (ad esempio alla cessione delle quote o dei beni). E’ questa continuita’ che rende il conferimento lo strumento d’elezione per riorganizzare l’attivita’ senza un immediato aggravio impositivo.

Sul piano delle imposte indirette, il conferimento d’azienda e’ fuori campo IVA (non e’ considerato cessione di beni ai fini dell’imposta) ed e’ soggetto a imposta di registro in misura fissa. La cessione d’azienda, al contrario, pur essendo anch’essa esclusa da IVA, sconta l’imposta di registro in misura proporzionale sul valore dei beni trasferiti e puo’ far emergere una plusvalenza tassabile in capo al cedente: ecco perche’, a parita’ di obiettivo, la cessione e’ spesso piu’ onerosa del conferimento.

Debiti, contratti e dipendenti

Il trasferimento dell’azienda, qualunque sia la forma, trascina con se’ i rapporti giuridici a essa collegati, e qui si concentrano i rischi da governare. Per i debiti, l’art. 2560 c.c. stabilisce che l’acquirente dell’azienda risponde dei debiti risultanti dalle scritture contabili obbligatorie: significa che la SRL puo’ trovarsi a rispondere di passivita’ pregresse, ragione per cui e’ indispensabile una due diligence contabile accurata. Per i crediti e i contratti, operano le regole degli artt. 2558 e 2559 c.c., con la tendenziale successione della societa’ nei contratti aziendali non aventi carattere personale, salvo patto contrario e salvo il diritto di recesso del terzo per giusta causa. Per i rapporti di lavoro, l’art. 2112 c.c. garantisce la continuita’: i dipendenti passano alla SRL conservando i diritti maturati e l’anzianita’, e cedente e cessionario sono solidalmente obbligati per i crediti del lavoratore esistenti al momento del trasferimento.

Quando conviene fare il passaggio

Il passaggio a SRL risponde a esigenze precise. La prima e’ la limitazione della responsabilita’: nell’impresa individuale il titolare risponde con tutto il proprio patrimonio personale, mentre nella SRL - salvi i casi di abuso e le responsabilita’ specifiche degli amministratori - il rischio e’ circoscritto al capitale della societa’. La seconda e’ la convenienza fiscale al crescere del reddito: superata una certa soglia, la tassazione IRES e la gestione dei compensi e dei dividendi possono risultare piu’ efficienti rispetto alla tassazione IRPEF progressiva sull’intero reddito d’impresa. La terza e’ la struttura: la SRL facilita l’ingresso di nuovi soci, il passaggio generazionale, l’accesso al credito e la crescita organizzata.

Non mancano i costi del cambiamento: una SRL comporta contabilita’ ordinaria, deposito del bilancio, organi sociali e adempimenti piu’ articolati, come illustrato nella guida sugli adempimenti dopo la costituzione di una SRL. La decisione va quindi presa sui numeri e sugli obiettivi concreti dell’attivita’. Per impostare correttamente conferimento, perizia e avvio della nuova societa’, il servizio di inizio attivita’ della SRL accompagna tutte le fasi del passaggio.

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