Modello 730: tempi di liquidazione, rimborsi e pagamenti

Il Modello 730 è la dichiarazione dei redditi dedicata ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, e uno dei suoi vantaggi più apprezzati è la semplicità con cui gestisce il conguaglio fiscale: niente calcoli, niente versamenti autonomi nella maggior parte dei casi, tutto avviene automaticamente in busta paga o nel cedolino della pensione. Eppure, quando si tratta di capire quando arriva il rimborso, o quando verrà trattenuto un debito, l'incertezza regna sovrana. Le tempistiche dipendono da molteplici variabili — chi siete, quando avete presentato la dichiarazione, l'entità del credito, la presenza o meno di un sostituto d'imposta — e i meccanismi sono molto meno intuitivi di quanto sembrino.

Questa guida analizza in modo sistematico e aggiornato al 2026 tutti i flussi di liquidazione del Modello 730: rimborsi ai dipendenti, rimborsi ai pensionati, rimborsi tramite Agenzia delle Entrate per chi non ha sostituto d'imposta, pagamenti dei debiti e scadenze degli F24.

Il presupposto: come funziona il conguaglio fiscale nel 730

Il Modello 730 è disciplinato dal D.P.R. 600/1973 e dalla normativa attuativa in materia di assistenza fiscale. Il suo meccanismo centrale è il conguaglio: a partire dai dati dichiarati, il sistema calcola l'imposta dovuta e la confronta con quanto già versato attraverso le ritenute operate dal datore di lavoro o dall'ente pensionistico nel corso dell'anno precedente.

Se le ritenute operate sono state superiori all'imposta effettivamente dovuta — perché si hanno spese detraibili, carichi di famiglia, deduzioni — emerge un credito IRPEF, che viene restituito al contribuente. Se invece le ritenute sono state insufficienti — perché si hanno altri redditi, perché si è cambiato lavoro a metà anno, perché si è goduto di detrazioni poi non spettanti — emerge un debito IRPEF, che viene trattenuto.

Il documento che fotografa il risultato di questa elaborazione è il prospetto di liquidazione, Modello 730-3: è qui che vengono indicati gli importi da rimborsare o da trattenere, mese per mese, con la precisione di un piano di ammortamento. È il documento più importante che il contribuente riceve dopo la presentazione della dichiarazione, e va letto con attenzione prima di qualunque verifica sui rimborsi.

Il flusso di informazioni che porta al conguaglio segue un percorso preciso: il Modello 730 elaborato dal CAF, dal professionista o dallo stesso contribuente viene trasmesso all'Agenzia delle Entrate, che a sua volta invia il Modello 730-4 al sostituto d'imposta (datore di lavoro o ente pensionistico), contenente le istruzioni operative per effettuare il conguaglio. È solo dopo aver ricevuto il 730-4 che il sostituto può procedere.

Le scadenze di trasmissione: da quando decorrono i tempi

Capire i tempi di rimborso richiede prima di capire le scadenze entro cui il 730 deve essere trasmesso all'Agenzia delle Entrate. Non esiste una sola scadenza: il calendario è articolato in base al canale di presentazione e alla data di consegna dei documenti.

Per il Modello 730/2026 (redditi 2025), il quadro è il seguente:

Data di presentazione al CAF/professionista

Termine di trasmissione all'AdE

Entro il 31 maggio

Entro il 15 giugno

Dal 1° al 20 giugno

Entro il 29 giugno

Dal 21 giugno al 15 luglio

Entro il 23 luglio

Dal 16 luglio al 31 agosto

Entro il 15 settembre

Dal 1° al 30 settembre

Entro il 30 settembre

La scadenza del 30 settembre 2026 è il termine finale e improrogabile per la presentazione del Modello 730/2026, sia in versione ordinaria (tramite CAF o professionista abilitato) sia in versione precompilata online. Chi presenta il 730 precompilato direttamente sul sito dell'Agenzia delle Entrate può inviarlo dal 14 maggio 2026 fino al 30 settembre 2026. La dichiarazione precompilata è disponibile in consultazione dal 30 aprile 2026.

La regola generale è semplice: prima si presenta, prima si riceve il rimborso — o prima viene trattenuto il debito. Ogni mese di ritardo nella presentazione si traduce in un mese di slittamento del conguaglio.

I rimborsi per i lavoratori dipendenti

La regola generale: il mese successivo alla trasmissione

Per i lavoratori dipendenti con sostituto d'imposta, il rimborso IRPEF viene erogato direttamente nella busta paga. La regola di base è che il datore di lavoro eroga le somme nella prima retribuzione utile successiva al mese in cui ha ricevuto il Modello 730-4 dall'Agenzia delle Entrate, e in ogni caso non prima della retribuzione di competenza del mese di luglio.

Questo significa che, indipendentemente da quando si presenta il 730, il rimborso non può arrivare prima di luglio. Il meccanismo è quello di un treno che parte da un binario fisso: si può salire prima o dopo, ma il treno parte sempre a luglio per i dipendenti.

La tabella riepilogativa dei tempi per i lavoratori dipendenti nel 2026:

Data di invio del 730

Mese di rimborso in busta paga (dipendenti)

Entro il 31 maggio

Luglio 2026

Dal 1° al 20 giugno

Luglio 2026

Dal 21 giugno al 15 luglio

Agosto o settembre 2026

Dal 16 luglio al 31 agosto

Settembre o ottobre 2026

Dal 1° al 30 settembre

Ottobre o novembre 2026

La data da segnare sul calendario è quindi il 31 maggio: presentare entro questa data garantisce il rimborso già nella busta paga di luglio, ovvero nel momento più rapido possibile consentito dalla normativa.

Cosa succede se la busta paga è insufficiente

Se il credito IRPEF è superiore alla retribuzione netta mensile — situazione che si verifica ad esempio quando si è in aspettativa non retribuita, o si ha uno stipendio molto basso con molte detrazioni — il datore di lavoro eroga comunque quanto possibile e trasferisce la parte residua ai mesi successivi, fino a dicembre. Se l'anno si chiude senza che il rimborso sia stato completamente erogato, la parte residua viene gestita direttamente dall'Agenzia delle Entrate sul conto corrente del contribuente.

I rimborsi per i pensionati

Il ritardo strutturale di un mese

Per i pensionati, il funzionamento è sostanzialmente analogo a quello dei dipendenti, con una differenza strutturale: l'INPS (o l'ente pensionistico di riferimento) effettua le operazioni di conguaglio con un ritardo di circa un mese rispetto ai datori di lavoro privati. Le operazioni per i pensionati partono dal mese di agosto o di settembre, non da luglio.

Data di invio del 730

Mese di rimborso nel cedolino (pensionati)

Entro il 31 maggio

Agosto 2026

Dal 1° al 20 giugno

Agosto o settembre 2026

Dal 21 giugno al 15 luglio

Settembre o ottobre 2026

Dal 16 luglio al 31 agosto

Ottobre o novembre 2026

Dal 1° al 30 settembre

Novembre 2026

I pensionati che presentano il 730 entro fine maggio possono quindi contare sul rimborso ad agosto — la seconda rata di pensione utile dopo l'elaborazione di luglio. Chi si muove più tardi slitterà inevitabilmente verso i mesi autunnali.

La rateizzazione per i pensionati

La normativa prevede che anche i pensionati possano richiedere la rateizzazione del conguaglio a debito in un massimo di rate mensili da concludersi entro novembre. Tuttavia, a differenza dei dipendenti (per cui la rateizzazione è gestita automaticamente dal datore di lavoro), i pensionati devono coordinarsi con il proprio ente pensionistico per capire le modalità operative specifiche.

I rimborsi tramite Agenzia delle Entrate (730 senza sostituto d'imposta)

Chi presenta il 730 senza sostituto

Dal 2013, la legge consente di presentare il Modello 730 anche in assenza di un sostituto d'imposta — cioè anche a chi non ha un datore di lavoro attivo o un ente pensionistico che effettui il conguaglio. In questa categoria rientrano:

  • I disoccupati e chi ha terminato il rapporto di lavoro prima del conguaglio;
  • Chi è in attesa di trovare un nuovo impiego;
  • Chi sceglie deliberatamente di ricevere il rimborso direttamente sul conto corrente, anche in presenza di un sostituto;
  • Chi presenta il 730 per un contribuente deceduto;
  • Chi ha redditi particolari (come affitti, collaborazioni occasionali) non gestibili comodamente dal sostituto.

Dal 2024, l'opzione del rimborso diretto tramite Agenzia delle Entrate è disponibile anche per chi ha un sostituto d'imposta: è sufficiente indicarlo nella compilazione del 730 (casella "Mod. 730 dipendenti senza sostituto"), comunicare il proprio IBAN e l'Agenzia delle Entrate erogherà il credito direttamente sul conto corrente, mentre l'eventuale debito andrà versato autonomamente tramite F24.

I tempi del rimborso dall'Agenzia delle Entrate

I tempi per i rimborsi gestiti direttamente dall'Agenzia delle Entrate sono significativamente più lunghi rispetto al canale del sostituto d'imposta. In linea di massima, l'Agenzia eroga i rimborsi entro sei mesi dalla scadenza della dichiarazione (o dalla data di trasmissione, se successiva al termine), il che con la scadenza del 30 settembre 2026 sposta il termine massimo a fine marzo 2027.

I tempi variano in funzione dell'entità del rimborso:

Importo del rimborso

Tempi indicativi di erogazione

Fino a 1.000 euro

A partire da dicembre 2026

Da 1.000 a 4.000 euro

Entro fine marzo 2027 (verifiche aggiuntive)

Oltre 4.000 euro

Fino a marzo 2027 (controlli preventivi obbligatori)

I controlli preventivi per i rimborsi superiori a 4.000 euro

L'Agenzia delle Entrate, per legge (art. 16-bis D.L. 124/2019), può effettuare controlli preventivi sui 730 che presentano rimborsi di importo superiore a 4.000 euro, oppure che mostrano significative variazioni rispetto all'anno precedente, o che hanno modificato dati precompilati attingendo dalla Certificazione Unica. In questi casi:

  • L'Agenzia ha quattro mesi di tempo per completare i controlli preventivi (decorrenti dalla scadenza della trasmissione della dichiarazione);
  • Il rimborso viene erogato entro il sesto mese successivo alla scadenza di trasmissione;
  • Con il 730/2026 in scadenza il 30 settembre, il rimborso può quindi arrivare fino a fine marzo 2027;
  • Durante i controlli, il contribuente può essere invitato a produrre documentazione integrativa a supporto delle detrazioni richieste.

Questi controlli non implicano che la dichiarazione sia errata: sono una procedura di verifica ordinaria. Non si decade dal diritto al rimborso, che viene semplicemente differito.

Come comunicare l'IBAN all'Agenzia delle Entrate

Per ricevere il rimborso direttamente sul conto corrente, è indispensabile aver comunicato il proprio IBAN all'Agenzia delle Entrate. Questo può avvenire:

  • In sede di compilazione del Modello 730 (sezione "Dati del contribuente");
  • Tramite il portale dell'Agenzia delle Entrate (area riservata, sezione "Rimborsi");
  • Presso gli uffici territoriali dell'Agenzia delle Entrate;
  • Tramite il proprio intermediario (CAF o professionista abilitato).

Un IBAN errato è la causa di ritardi più frequente: per rimborsi fino a mille euro con coordinate bancarie errate, l'Agenzia invia una lettera al contribuente invitandolo a riscuotere l'importo presso uno sportello postale. È opportuno verificare la correttezza dell'IBAN prima dell'invio del 730.

I pagamenti a debito: quando e come vengono trattenuti

Quando dalla dichiarazione emerge un conguaglio a debito — l'imposta dovuta è superiore a quanto già trattenuto — il meccanismo è specularmente opposto al rimborso.

Per i dipendenti: trattenute in busta paga da luglio

Il datore di lavoro trattiene le somme dovute direttamente dallo stipendio, a partire dalla retribuzione di luglio. Le somme da trattenere comprendono:

  • Il saldo IRPEF relativo all'anno precedente;
  • Il primo acconto IRPEF per l'anno in corso;
  • Le eventuali addizionali regionale e comunale IRPEF;
  • La seconda o unica rata di acconto cedolare secca (a novembre).

La rateizzazione del debito: fino a 6 rate

Il contribuente può richiedere la rateizzazione del saldo e del primo acconto in un massimo di 6 rate mensili consecutive, che devono concludersi entro novembre dello stesso anno. Sulle rate successive alla prima si applica un interesse dello 0,33% mensile.

Il piano di rateizzazione è il seguente:

Presentazione entro

Prima rata

Ultima rata (max)

Rate possibili

31 maggio

Luglio

Novembre

5 rate

20 giugno

Luglio

Novembre

5 rate

15 luglio

Agosto

Novembre

4 rate

31 agosto

Settembre

Novembre

3 rate

30 settembre

Ottobre

Novembre

2 rate

Chi presenta il 730 a ridosso della scadenza di settembre rischia quindi di dover pagare tutto in 2 sole rate — ottobre e novembre — con un impatto significativo sulla liquidità mensile. La presentazione anticipata non è solo una questione di ottenere i rimborsi prima: è anche un modo per distribuire meglio i pagamenti a debito.

Se la busta paga è insufficiente a coprire il debito

Può accadere che il debito IRPEF superi l'importo netto dello stipendio mensile. In questi casi, la quota non coperta in un mese viene trasferita al mese successivo, con l'aggiunta degli interessi di mora previsti per le ipotesi di incapienza. Se a dicembre — termine ultimo dell'anno — rimane ancora un debito non coperto dalle trattenute, il contribuente è tenuto a versarlo autonomamente tramite Modello F24.

Per i pensionati: trattenute da agosto o settembre

Per i pensionati il funzionamento è identico, con le trattenute che partono da agosto o settembre. Il secondo o unico acconto IRPEF viene invece trattenuto nel cedolino di novembre — come per i dipendenti.

Le scadenze F24: quando si paga autonomamente

Il Modello F24 entra in scena in due situazioni principali nell'ambito del 730: quando non c'è un sostituto d'imposta che gestisca il conguaglio, e quando emerge un debito residuo non coperto dalle trattenute in busta paga.

Scadenze F24 per chi presenta il 730 senza sostituto (2026)

Versamento

Scadenza ordinaria

Scadenza con maggiorazione

Saldo IRPEF 2025 + 1° acconto IRPEF 2026

30 giugno 2026

30 luglio 2026 (+0,40%)

2° acconto IRPEF 2026 (o unico acconto)

30 novembre 2026

Non rateizzabile

Il saldo e il primo acconto possono essere rateizzati: il contribuente può scegliere di versare in più rate mensili che si concludano entro novembre, con l'interesse dello 0,33% mensile sulle rate successive alla prima. Il secondo acconto, invece, non è mai rateizzabile e deve essere versato in un'unica soluzione entro il 30 novembre.

La possibilità di ridurre o azzerare l'acconto

Se il contribuente ritiene che l'imposta dovuta per l'anno in corso sarà inferiore rispetto all'anno precedente (perché, ad esempio, ha sostenuto molte spese detraibili o prevede un reddito più basso), può comunicarlo per iscritto al sostituto d'imposta entro il 10 ottobre 2026, richiedendo una riduzione o la non effettuazione dell'acconto. La comunicazione avviene sotto responsabilità del contribuente: se l'acconto effettivamente dovuto risulta superiore a quanto versato, si pagheranno interessi e sanzioni sulla differenza.

I codici tributo F24 principali per il 730

Tributo

Codice tributo F24

IRPEF – saldo

4001

IRPEF – primo acconto

4033

IRPEF – secondo acconto

4034

Addizionale regionale IRPEF – saldo

3801

Addizionale regionale IRPEF – acconto

3802

Addizionale comunale IRPEF – saldo

3844

Addizionale comunale IRPEF – acconto

3843

Cedolare secca – saldo

1842

Cedolare secca – acconto (unico o 2° rata)

1843

I codici tributo vanno inseriti nella sezione "Erario" del Modello F24. Il periodo di riferimento è l'anno d'imposta (ad esempio "2025" per il saldo, "2026" per gli acconti). Il Modello F24 può essere pagato tramite home banking, sportelli bancari o postali, o tramite i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate.

Situazioni speciali che allungano i tempi

Il 730 integrativo

Se dopo l'invio della dichiarazione il contribuente si accorge di un errore, può presentare un 730 integrativo, ma solo se la modifica è a favore del contribuente (maggior credito o minor debito). Il termine è il 25 ottobre 2026. Se invece l'errore è a suo sfavore, o se emergono redditi non gestibili con il 730, occorre presentare il Modello Redditi PF, la cui scadenza nel 2026 è fissata al 2 novembre 2026 (il 31 ottobre cade di sabato).

Un 730 integrativo presentato a ottobre non può ovviamente rientrare nel calendario ordinario dei rimborsi estivi: il credito aggiuntivo emerso dall'integrativa verrà gestito direttamente dall'Agenzia delle Entrate nei mesi successivi.

I debiti erariali e la compensazione forzata

Dal 2025, chi ha debiti erariali iscritti a ruolo e rifiuta la compensazione automatica con il rimborso 730 vede il proprio credito congelato per tutto l'anno. L'Agenzia delle Entrate ha la facoltà di compensare i rimborsi spettanti con i debiti fiscali preesistenti, e in caso di rifiuto da parte del contribuente, il rimborso viene sospeso fino a chiarimento della posizione debitoria.

L'anomalia nella dichiarazione

Rimborsi che mostrano incongruenze rispetto ai dati precompilati dell'anno precedente, o che si discostano significativamente dagli importi abituali senza apparente motivazione, attivano verifiche aggiuntive da parte dell'Agenzia delle Entrate. Queste verifiche non fanno decadere il diritto al rimborso, ma lo differiscono — a volte di diversi mesi rispetto ai tempi ordinari.

Come monitorare lo stato del rimborso

Il contribuente può verificare in qualunque momento lo stato della propria pratica di rimborso accedendo al Cassetto Fiscale disponibile nell'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it), tramite SPID, CIE o CNS. La sezione "Rimborsi" mostra lo stato di avanzamento, l'importo riconosciuto e la data di erogazione prevista o effettuata.

Se il rimborso non arriva entro i tempi previsti, il contribuente può:

  1. Verificare la correttezza dell'IBAN comunicato;
  2. Controllare nel Cassetto Fiscale eventuali anomalie o richieste di documentazione integrativa;
  3. Rivolgersi allo sportello dell'Agenzia delle Entrate competente per territorio, anche tramite i canali online (chat, videochiamata);
  4. Inviare un sollecito formale scritto all'Agenzia delle Entrate, che interrompe la prescrizione decennale del diritto al rimborso.

Il diritto al rimborso si prescrive in 10 anni dalla data di presentazione della dichiarazione, secondo quanto stabilito dal Parere dell'Avvocatura Generale dello Stato del 1° ottobre 2003.

Il quadro riepilogativo

Situazione

Chi eroga il rimborso

Tempi ordinari

Note

Dipendente con sostituto — 730 entro 31 maggio

Datore di lavoro

Luglio

Il più rapido possibile

Dipendente con sostituto — 730 entro 20 giugno

Datore di lavoro

Luglio

 

Dipendente con sostituto — 730 entro 15 luglio

Datore di lavoro

Agosto/settembre

 

Dipendente con sostituto — 730 entro 31 agosto

Datore di lavoro

Settembre/ottobre

 

Dipendente con sostituto — 730 entro 30 settembre

Datore di lavoro

Ottobre/novembre

 

Pensionato — 730 entro 31 maggio

INPS/ente pensionistico

Agosto

+1 mese rispetto ai dipendenti

Pensionato — 730 entro 20 giugno

INPS/ente pensionistico

Agosto/settembre

 

Pensionato — 730 entro 15 luglio

INPS/ente pensionistico

Settembre/ottobre

 

Pensionato — 730 entro 30 settembre

INPS/ente pensionistico

Novembre

 

730 senza sostituto — rimborso fino a 1.000 €

Agenzia delle Entrate

Da dicembre 2026

 

730 senza sostituto — rimborso 1.000–4.000 €

Agenzia delle Entrate

Entro marzo 2027

Verifiche aggiuntive

730 senza sostituto — rimborso oltre 4.000 €

Agenzia delle Entrate

Entro marzo 2027

Controlli preventivi obbligatori

Controlli preventivi attivati (qualunque contribuente)

Agenzia delle Entrate

Entro 6° mese dalla trasmissione

Max marzo 2027 per 730/2026

Le scadenze del calendario 730/2026

Data

Adempimento

30 aprile 2026

Disponibilità 730 precompilato in consultazione

14 maggio 2026

Apertura invio 730 precompilato (modificabile e trasmissibile)

31 maggio 2026

Termine consegna al CAF/professionista per rimborso a luglio (dipendenti) / agosto (pensionati)

30 giugno 2026

Scadenza saldo IRPEF 2025 + 1° acconto 2026 per chi ha 730 senza sostituto

30 luglio 2026

Termine pagamento con maggiorazione 0,40% (per chi non ha pagato entro il 30 giugno)

10 ottobre 2026

Termine comunicazione al sostituto per riduzione/azzeramento 2° acconto

25 ottobre 2026

Termine presentazione 730 integrativo (solo se a favore del contribuente)

2 novembre 2026

Termine presentazione Modello Redditi PF (correttivo o integrativo a sfavore)

30 novembre 2026

Scadenza 2° acconto IRPEF 2026 — non rateizzabile

Fine novembre 2026

Ultima rata debiti rateizzati del conguaglio 730

Dicembre 2026

Inizio erogazione rimborsi AdE per 730 senza sostituto (importi fino a 1.000 €)

Entro marzo 2027

Termine massimo erogazione rimborsi AdE per rimborsi oltre 1.000 € / con controlli

 

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