Contributi INPS 2026 per artigiani e commercianti: minimali, scadenze e come pagarli

Ogni anno, tra febbraio e maggio, artigiani e commercianti italiani si trovano a dover fare i conti con i contributi fissi INPS. Gli importi cambiano annualmente, le scadenze sono quattro e il meccanismo di calcolo sull'eccedenza del minimale viene aggiornato con circolare INPS. Questa guida aggiorna tutti i valori al 2026, spiega come funziona il sistema contributivo delle gestioni INPS artigiani e commercianti, illustra la riduzione del 35% per i forfettari e mostra come si calcola e si versa il contributo sull'eccedenza in sede dichiarativa.

Chi è soggetto alle gestioni INPS artigiani e commercianti

Le gestioni previdenziali INPS per artigiani e commercianti si articolano in due gestioni separate — Gestione Artigiani e Gestione Commercianti — che condividono la stessa struttura ma applicano aliquote leggermente diverse. Sono obbligati all'iscrizione:

Gestione Artigiani

Titolari di impresa artigiana iscritta all'Albo Artigiani e al Registro delle Imprese, i soci di società artigiane che partecipano con apporto prevalente di lavoro, e i collaboratori familiari che prestano la loro opera prevalentemente nell'impresa artigiana. L'iscrizione è obbligatoria anche se l'imprenditore è già iscritto ad altra forma previdenziale (ad es. pensionato che continua l'attività).

Gestione Commercianti

Titolari di impresa commerciale, di ristorazione o di somministrazione iscritti al Registro delle Imprese, soci di società di persone commerciali che vi prestano in modo abituale e prevalente la propria attività lavorativa, agenti e rappresentanti di commercio, collaboratori familiari delle imprese commerciali.

Pensionati e doppio lavoro

Un artigiano o commerciante che percepisce già una pensione INPS è comunque obbligato a versare i contributi sulla propria attività autonoma. Dal 2014, tuttavia, è prevista una riduzione del 50% dei contributi fissi per i pensionati che continuano l'attività, su apposita domanda annuale.

Il meccanismo contributivo: fisso sul minimale e percentuale sull'eccedenza

Il sistema contributivo delle gestioni artigiani e commercianti si articola in due componenti strutturalmente diverse che operano in momenti diversi dell'anno:

La prima componente è il contributo fisso, versato in quattro rate trimestrali indipendentemente dal reddito effettivamente prodotto. È calcolato applicando l'aliquota contributiva a un reddito minimale stabilito ogni anno dall'INPS con circolare. Il contributo fisso è dovuto anche se nell'anno il reddito è stato zero, anche se l'attività è stata svolta solo per una parte dell'anno (in quel caso si paga in proporzione ai mesi di iscrizione), anche se si è già in perdita.

La seconda componente è il contributo sull'eccedenza, versato l'anno successivo in sede di dichiarazione dei redditi, calcolato applicando l'aliquota alla parte di reddito che supera il minimale. Non ha rate fisse: il suo importo dipende dal reddito effettivo ed emerge dalla dichiarazione.

Gli importi aggiornati al 2026

I valori pubblicati con la circolare INPS per il 2026 sono i seguenti. Gli importi indicati sono riferiti al titolare dell'impresa; per collaboratori familiari e soci si applicano aliquote ridotte:

Parametro Artigiani Commercianti
Reddito minimale annuo 18.415 € 18.415 €
Aliquota IVS (invalidità, vecchiaia, superstiti) 24,00% 24,48%
Contributo fisso annuo (su minimale) 4.419,60 € 4.510,46 €
Contributo fisso trimestrale 1.104,90 € 1.127,62 €
Contributo fisso annuo con riduzione 35% (forfettari) 2.872,74 € 2.931,80 €
Contributo fisso trimestrale con riduzione (forfettari) 718,19 € 732,95 €
Reddito massimale (oltre il quale non si pagano contributi) 119.650 € 119.650 €
Aliquota contributiva sull'eccedenza del minimale 24,00% 24,48%

Le scadenze dei versamenti trimestrali 2026

I contributi fissi trimestrali devono essere versati entro le seguenti scadenze, fissate per legge e non modificabili salvo proroghe straordinarie:

  • 1ª rata — Maggio 16/05 — Competenza: I trimestre 2026 (gen–mar). Contributi fissi su minimale.
  • 2ª rata — Agosto 20/08 — Competenza: II trimestre 2026 (apr–giu). Proroga al 20 agosto anziché 16.
  • 3ª rata — Novembre 16/11 — Competenza: III trimestre 2026 (lug–set). Contributi fissi su minimale.
  • 4ª rata — Febbraio 16/02 — Competenza: IV trimestre 2026 (ott–dic). Versamento nel 2027.

Si tratta di scadenze fisse: il contributo trimestrale è dovuto nella misura intera anche se nell'anno il reddito risulterà inferiore al minimale o addirittura pari a zero. L'eventuale eccesso versato rispetto ai contributi effettivamente dovuti (calcolati sul reddito reale) genera un credito che si recupera in dichiarazione dei redditi o in compensazione F24.

La riduzione del 35% per i contribuenti in regime forfettario

I titolari di ditta individuale che applicano il regime forfettario possono richiedere una riduzione del 35% sui contributi fissi. Attenzione: la riduzione si applica solo alla componente fissa (i quattro versamenti trimestrali sul minimale), non alla componente percentuale sull'eccedenza, che viene calcolata sull'intero reddito prodotto senza riduzioni.

Come si richiede

La domanda va presentata telematicamente sul portale INPS (Gestione Artigiani e Commercianti → Comunicazioni bidirezionali) entro il 28 febbraio di ogni anno. Chi presenta la domanda entro tale termine ottiene la riduzione per l'intero anno. Chi la presenta dopo il 28 febbraio ottiene la riduzione solo dalla rata trimestrale successiva alla domanda. Chi non presenta la domanda non ottiene alcuna riduzione anche se è in regime forfettario: la domanda è costitutiva, non automatica.

La domanda va rinnovata ogni anno: non si trasmette automaticamente dall'anno precedente. Molti contribuenti forfettari perdono la riduzione per dimenticanza. Un appunto annuale in calendario entro fine gennaio è sufficiente a non sprecare questo risparmio. Per il blog di Studio Taglione sull'argomento: Scadenza opzione agevolazione contributiva forfettario.

Il contributo sull'eccedenza: come si calcola e quando si versa

Il contributo percentuale sull'eccedenza emerge dal confronto tra il reddito reale dichiarato e il minimale INPS. Viene determinato in sede di dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF) e versato con le stesse scadenze dei saldi IRPEF:

  • Saldo: entro il 30 giugno dell'anno successivo (oppure il 31 luglio con maggiorazione dello 0,4%);
  • Primo acconto (40% del contributo dovuto nell'anno precedente): entro il 30 giugno;
  • Secondo acconto (60% del contributo dovuto): entro il 30 novembre.

Il meccanismo degli acconti è identico a quello dell'IRPEF: il contribuente paga acconti basati sul reddito dell'anno precedente, con conguaglio l'anno successivo. Questo crea un effetto di "doppio pagamento" nel primo anno in cui il reddito cresce significativamente: si pagano acconti bassi (anno precedente con reddito inferiore) e un saldo elevato, con i nuovi acconti già in scadenza.

Come si versano i contributi: codici F24

I contributi INPS artigiani e commercianti si versano tramite modello F24, nella sezione INPS. I codici tributo principali:

Causale Codice — Artigiani Codice — Commercianti
Contributo fisso trimestrale (IVS) AF CF
Contributo fisso trimestrale con riduzione 35% AF CF
Contributo sull'eccedenza — saldo AP CP
Contributo sull'eccedenza — acconto I rata AP CP
Contributo sull'eccedenza — acconto II rata AP CP
Maternità ACMA CCMA

I codici AF/CF e AP/CP vengono inseriti nella sezione INPS dell'F24, con indicazione del periodo di riferimento (anno e trimestre per i fissi; anno per l'eccedenza) e del numero di matricola INPS dell'iscritto. Il pagamento può avvenire tramite home banking, sportello bancario o postale, o tramite i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate (F24 web).

Per il calcolo degli interessi in caso di versamento tardivo: Calcolatore interessi legali.

Contributi e pensione: cosa si matura

I contributi versati alle gestioni artigiani e commercianti alimentano la posizione previdenziale dell'iscritto nel sistema contributivo INPS. Le regole principali:

  • Ogni anno in cui si versano contributi su un reddito almeno pari al minimale viene accreditato come anno intero di contribuzione. Se il reddito è inferiore al minimale ma i contributi fissi sono stati regolarmente versati, l'anno è comunque utile ai fini pensionistici;
  • Il montante contributivo accumulato (somma dei contributi versati, rivalutati annualmente) determina l'importo della pensione secondo il sistema contributivo puro: pensione = montante × coefficiente di trasformazione in base all'età di accesso;
  • L'età minima per la pensione di vecchiaia è 67 anni (requisito 2026) con almeno 20 anni di contribuzione. La pensione anticipata è accessibile con 42 anni e 10 mesi di contributi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne) indipendentemente dall'età;
  • I contributi ridotti del 35% (agevolazione forfettari) maturano comunque contribuzione intera: la riduzione è un'agevolazione economica, non una riduzione della copertura previdenziale.

Per una guida completa alla previdenza degli autonomi e al calcolo della pensione: Pensione e partita IVA.

Omesso versamento: sanzioni e ravvedimento

L'omesso versamento dei contributi INPS nei termini trimestrali comporta l'applicazione di una sanzione civile calcolata al tasso di mora INPS, che per il 2026 è fissato al tasso legale maggiorato di un importo stabilito con circolare INPS (storicamente pari a circa 5–6 punti percentuali annui sul debito). La sanzione si aggiunge agli interessi legali e decorre automaticamente dal giorno successivo alla scadenza.

A differenza delle sanzioni fiscali, le sanzioni INPS per omesso versamento contributivo non si riducono con il ravvedimento operoso (che è uno strumento esclusivamente tributario). Tuttavia, il pagamento spontaneo prima di qualsiasi atto formale INPS (cartella, diffida) limita l'esposizione alla sola sanzione civile ordinaria, senza aggravamenti.

Per regolarizzare una posizione contributiva irregolare è necessario contattare la sede INPS competente o avvalersi di un intermediario abilitato (commercialista o consulente del lavoro) che provveda al calcolo dell'importo dovuto e alla predisposizione del pagamento tramite il modello F24 con le causali appropriate.

 

Approfondisci con il manuale completo. Se stai valutando o hai appena aperto la partita IVA, scarica gratis l'ebook Partita IVA: istruzioni per l'uso — regimi, contributi, IVA e adempimenti spiegati con casi pratici, in PDF ed ePub.
Ebook gratuito · PDF + ePub

Partita IVA: istruzioni per l'uso

Il manuale operativo 2026 per aprire, gestire e far crescere la tua attività: regimi fiscali, contributi, IVA e adempimenti spiegati con 15 casi pratici calcolati.

Scarica gratis Ti basta lasciare la tua email.